Cronache di una convention a Fiumicino - Parte 2

(Sarà una cronaca molto, molto, molto lunga, temo... chiedo perdono, tanto credo non la leggerà mai nessuno XP)

Il primo impatto con l’universo Convention è stato, almeno per i primi cinque minuti, traumatico.

Davanti all’Hilton c’erano un po’ di persone che bighellonavano, navette e taxi che si fermavano scaricando e caricando gente, personale dell’albergo in divisa che portava dentro o fuori carrelli di valigie. Insomma, quello che ci si aspetta da un grosso hotel 5 stelle fervente di attività.

Entriamo nella immensa hall e ancora c’è un po’ di gente che va avanti e indietro, soprattutto ragazze dai vent’anni in su, e molte di loro hanno al collo un pass colorato.



Siccome non vedo alcuna indicazione per la convention, ne placco una e le chiedo dove devo andare per farmi dare il pass che ho prenotato qualcosa come 8 o 9 mesi fa (luglio 2009, quando ancora nessun ospite era stato annunciato e il dubbio che si trattasse di una truffa angosciava un po’ tutti i partecipanti. A pensarci adesso, da una parte mi pare che il tempo sia volato, dall’altra invece mi sembrano passati 5 anni).

Lei dapprima ci manda verso la zona sauna e palestra, poi ci recupera e ci manda verso quello che assomiglia a un girone infernale: un coacervo di decine e decine di ragazze schiamazzanti compresse in un corridoio di due metri di larghezza per forse quattro di lunghezza.

Oddio, penso infilandomici in mezzo a fatica, tirando e spingendo per avanzare nella ressa, non sarà mica tutto così?

E no, grazie a Dio non è tutto così, anzi, non è quasi mai così tranne in casi eccezionali. Il problema è che in quel corridoietto 2x4 erano ammassate sia le persone che dovevano fare il check in per la convention (dare i documenti, ritirare pass per la conv, pass per i photo op, pass per gli autografi extra, programma della convention, varie ed eventuali) sia le persone in coda davanti alla sala dei Photo Op.

Spieghiamo un attimo ai non addetti ai lavori (come ad esempio eravamo noi prima di avventurarci in questa cosa) cosa si fa in una convention.

Le attività principali, quelle che interessano un po’ tutti i partecipanti, sono di tre tipi: innanzi tutto ci sono i Panel, ossia un certo periodo di tempo (di solito circa tre quarti d’ora variabile) dedicato ad un certo ospite (o, in certi casi, due o più) durante il quale il suddetto sta sul palco a dire un po’ quello che gli pare (di norma, comunque, risponde alle domande che gli vengono poste dal pubblico). Nel corso dei tre giorni di durata della convention, vengono fatti più panel per ogni ospite (esempio: se non sbaglio, Jensen Ackles ha avuto due panel da solo, uno in coppia con Jared Padalecki e uno con Jason Manns). E’ questo l’evento principale di ogni convention, ed è questo che normalmente si vede in qualsiasi film, telefilm, cartone animato si sia dedicato a questo argomento (sicuramente tutti hanno visto almeno un episodio dei Simpson in cui il tizio della fumetteria, seduto in prima fila in mezzo ad un sacco di ragazzini nerd brufolosi, chiede al fumettista o all’attore di turno precisazioni su sviste di trama, bloopers o quant’altro. Ecco, questo è un panel ^^). C’è da dire che non so come siano altre convention, ma gli attori di Supernatural sanno trasformare ogni panel in un piccolo show, divertendo e emozionando il pubblico dei fan. Sono tutti simpaticissimi e davvero divertenti, anche se ovviamente il top si raggiunge con Misha Collins e con i J2 (Jensen & Jared, i fratelli Winchester in persona) insieme.

Oltre ai panel, ci sono gli autografi. Non per tutti i pass di tutte le convention è così, ma nella nostra JIB (Jus in Bello) in ogni pass era compreso un autografo per ogni ospite (eventuali autografi supplementari dovevano essere pagati a parte. E costavano, eh, se costavano). Come si può facilmente intuire, ogni attore riserva un determinato lasso di tempo (un’ora-un’ora e mezza ripetuto più volte nel corso del weekend) a fare autografi, per cui durante queste sessioni ci si dispone allegramente in fila e si ha una vera occasione di incontrare faccia a faccia i propri beniamini a distanza di tavolo per qualche secondo, scambiando magari anche una battuta.

Infine, ci sono i Photo Op, che non erano compresi in nessun pass per cui andavano prenotati e pagati a parte (e i Photo op costano un bordello, vi assicuro. L’unico che ho preso io, peraltro doppio quindi con costo proporzionato -130 euro-, mi ha fatto versare lacrime amare). Anche qui è intuibile: l’attore dedica un certo periodo di tempo a farsi fotografare con i fan (paganti), in posa e con un fotografo che dopo qualche ora consegnerà il frutto di tanta sofferenza al fan che si è impoverito per acquistare tale rara opportunità. Per quanto possa sembrare, a rigore di logica, che una foto debba richiedere più tempo di un autografo (e arrivi, saluti, ti metti in posa, scatta, saluti di nuovo, te ne vai), invece non è così. Il Photo Op è concepito con ritmi da catena di montaggio, l’attore (o gli attori), e parlo soprattutto di Jensen, una delle foto più richieste ovviamente, se ne sta lì immobile già praticamente in posa, quando è il tuo turno vieni lanciato in postazione (manca solo una carrucola che ti cala dall’alto sulla crocetta e poi ti riporta via dopo), scatto e poi via sotto un altro. Il momento in sé, soprattutto con Jensen, può essere un po’ una delusione, ma poi hai un ricordo che ti rimane per sempre, e per questo tutti più o meno cercano di accaparrarsi almeno un photo op.

Queste sono le attività che coinvolgono un po’ tutti. Inoltre, ci sono i meet & greet con gli attori. Anche qui il costo è più che notevole (mi pare il M&G con Jensen costasse intorno ai 350 €, mentre quello con Misha intorno ai 175 €. Gli altri meno, ovviamente), e sono decisamente meno le persone che si possono permettere l’acquisto. In pratica, si acquista l’occasione di stare per circa 20 minuti in una stanzetta con l’attore prescelto. Non da soli però, i gruppi sono da circa 15 persone. E’ una specie di panel però intorno ad un tavolo e in pochi… non so se vale 350 €, ma tanto il problema non si pone perché io non li ho ^^

Queste sono tutte le attività che si possono acquistare con gli attori.

Inoltre, nel programma c’erano anche la gara di cosplay, la proiezione dei fanvideo, e la proiezione in anteprima degli episodi della 4 stagione in italiano, che andranno in onda quest’estate su Rai Due (cosa che interessava a pochi, perché siamo tutti abituati a vedere gli episodi in inglese e ormai come stagione siamo già alla fine della quinta).

Infine, ci sono i concerti, che sono a parte rispetto alle altre attività della convention. Vabbè, andiamo con ordine, và.

Allora, ritornando al punto, siamo arrivate nella bolgia e ci siamo accomodate al banco dove lo staff faceva il check in per la convention. Ritiriamo i nostri pass

(noi avevamo il pass dei poveracci, l’Hunter Pass, ossia quello più triste e scalcinato. Le categorie di Pass erano: Prophet, che erano 5 in tutto e sono andati all’asta a partire da 1200€ cadauno, e includevano TUTTO –tranne i photo op e Vacanze Romane- anche i meet & greet con tutti gli attori e il cocktail di benvenuto con gli attori; Angel, che costava intorno ai 450 € e includeva cocktail di benvenuto e partecipazione a tutti i panel; Demon, che costava intorno ai 280 € e includeva la partecipazione a tutti i panel; e, per finire, l’Hunter, che costava 80 -90 € se acquistato da dicembre in poi – e non permetteva l’accesso ai panel. Ci era stato pero’ garantito che avremmo potuto seguire comodamente i panel dai megaschermi appesi fuori dalla sala in cui si svolgevano - a porte chiuse, ovviamente), ce li appendiamo al collo (dove rimarrano fissi per i successivi 3 giorni), stipiamo giubbotti e felpe negli zaini (l’organizzazione non aveva pensato di fornire un servizio guardaroba, per cui abbiamo girato per 3 giorni con un peso allucinante negli zaini) e ci avventuriamo oltre la ressa per vedere un po’ cosa succede.


2 commenti:

Baol ha detto...

Mi giro un attimo e te scrivi tutti 'sti post?!

The Halloween's Princess ha detto...

XDDD Al lavoro non ho la connessione, ma ho avuto qualche ora di fancazzismo a disposizione, che sommata a word come unico divertimento provoca queste conseguenze :PPP