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Una Banda di Idioti, di John Kennedy Toole




"(...) mi accompagno soltanto con miei pari o nessun altro,
e siccome non ho pari, sono sempre solo."


"Quando viene al mondo un genio autentico, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui." Nelle parole di Jonathan Swift troviamo la base del romanzo.
Avete presente quelle storie in cui c'è un eroe, di solito bello o comunque piacevole, dai nobili valori e forti aspirazioni - che siano una carriera, l'amore di una donna, l'affermazione - che, sostenuto da qualche fedele amico e dal lettore appassionato, avanza faticosamente attraverso varie vicissitudini per poi trionfare alla fine, moralmente più ricco e interiormente cresciuto?
Ecco, scordatevelo: nel libro di John Kennedy Toole non succede niente di tutto questo.

Ignatius J. Reilly è un personaggio odioso

Paura e Disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson



In una società chiusa nella quale tuti sono colpevoli, l'unico vero crimine è farsi prendere.
In un mondo di ladri, l'unico peccato mortale è la stupidità.


Due sono i pensieri che mi sono subito balzati in testa alla fine di questo libro incredibile: uno, che avrei voluto conoscere Thompson e sballarmi un po' con lui; due, che mi dispiace parecchio di non aver vissuto la beat generation.
Questo libro è la cronaca di un viaggio a Las Vegas fatto nel 1971 da Hunter S. Thompson e dal suo avvocato, a bordo di una Chevrolet rossa prima, e di una Cadillac bianca poi, zeppi di ogni genere di sostanza stupefacente, con la scusa di scrivere due articoli (uno sulla Mint 400, l'altro sulla conferenza dei procuratori) ma soprattutto con il dichiarato intento di trovare il sogno americano.
Thompson, inventore del Gonzo Journalism, non è interessato a raccontarci come si svolgono i fatti passo passo, o meglio non solo: ci trascina dentro la sua mente, ci fa vivere gli eventi attraverso le sue percezioni distorte dalle droghe, ci rende partecipi.
Il libro è delirante

Noi Siamo Infinito



"In questo momento, siamo vivi. E, ve lo giuro, in questo momento noi siamo infinito" 

Dopo aver finito ieri il romanzo (e averlo amato moltissimo. QUI il post in proposito), ero curiosa di vedere il film, ma al contempo anche molto dubbiosa, perchè insomma non si sa mai come viene reso un libro, soprattutto un romanzo epistolare abbastanza particolare come questo.

Ma poi tra i titoli di testa ho visto che Stephen Chbosky, l'autore del romanzo, è anche sceneggiatore, regista e produttore del film, per cui mi sono messa tranquilla a godermelo.

Certo ci sono delle differenze rispetto al libro (intanto, che la compilation Charlie la registra per Patrick nel romanzo, non per Sam. Inoltre, viene dato molto spazio alla musica, ma quasi nulla ai romanzi, che invece sono importanti nel libro), molte semplificazioni, e anche appena appena una concentrazione maggiore sull'aspetto romantico della vicenda. Tutto questo, ovviamente, lo si può notare solo se appunto si vede il film quando il libro è ancora fresco in mente, perchè altrimenti la sensazione generale è che il film è abbastanza fedele, e rende piuttosto bene la storia di Charlie e dei suoi amici.

Devo dire che i tre protagonisti mi sono piaciuti molto, e sono contenta di vedere che Emily Watson

Il Grande Gatsby (il film del '74)



 "Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può"

Avendo finito oggi di leggere il romanzo, mi sembrava una buona idea guardarmi anche il film (anzi, uno dei film, dato che quello del 1974 sceneggiato da Francis Ford Coppola e diretto da Jack Clayton è la terza versione cinematografica della storia di Francis Scott Fitzgerald).


Il film è bello, non c'è che dire: sfarzoso, bei costumi, belle scenografie... ma mi ha lasciato un'impressione povera, come se fosse vuoto, senz'anima... di certo è quasi completamente privo della profonda ironia di cui è pervaso il romanzo, e anche della narrazione divertente ma al contempo piena di riflessioni su un mondo decadente e finto, ed è lento e a tratti noioso, cosa che invece il libro

Un tuffo negli anni '80




Quando non sono impegnata in altri modi, il venerdì sera per me è la serata filmetti & popcorn (o patatine, a seconda di cos'ho sotto mano).  Sono a casa da sola e mi posso spaparanzare sul divano a guardarmi commedie romantiche, filmetti leggeri ma anche film scovati per caso.

L'altra sera ho fatto un vero e proprio tuffo negli anni '80 con un paio di classici di John Hughes, The Breakfast Club e Bella in Rosa (Pretty in Pink).

Come film della buona notte...

...credo che mi riguarderò Fright Night. Tanto per non essere monotematica (-___-)



(che poi pensavo fosse molto peggio, in realtà -l'ho visto PRIMA di iniziare a vedere DW, quindi la mia mente era ancora candida e di certo più obiettiva di adesso).



Colin Farrell non mi convince del tutto come vampiro incazzoso, ma credo che sia perchè Farrell a me non è che piaccia poi granchè... Vabbè, Tennant è fantastico, ma che lo dico a fare, tanto non sono credibile (metto la clip in inglese perchè in italiano nun se pò ascoltà...)



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Il film di oggi: Youth in Revolt


Alla ricerca di un film per la serata, mi sono imbattuta in questo Youth in Revolt, di cui non avevo mai sentito parlare perchè, pur essendo del 2009 e vantando un cast più che interessante e una trama inconsueta, non è mai stato rilasciato in Italia.
Mi sono fatta attirare dalla presenza, come attore protagonista, di Michael Cera, il cui nome in cartellone è ormai indice di qualcosa di inconsueto e veramente gustoso (basterebbe Scott Pilgrim vs The World per dire tutto, ma dove vogliamo mettere Juno? E Nick & Norah?). Oltre a lui, il grande Steve Buscemi, Justin Long (è stata una piacevole sorpresa, nel senso che ho una specie di passioncella per lui fin da "Zack & Miri make a porno" e "La verità è che non gli piaci abbastanza". L'ho visto recentemente in "Amore a mille miglia", commedia romantica carina e piuttosto standard, ma con dei punti molto divertenti), Zach Galifianakis ("Una notte da Leoni") e Ray Liotta (come per Steve Buscemi, non credo ci sia bisogno di dire chi è -"Quei bravi ragazzi vi dice qualcosa?"- Ma voglio ricordare lo stesso la sua parte in "L'uomo dei sogni", un film meraviglioso che non rivedo da troppi anni ormai. Devo rimediare. E se non l'avete mai visto, rimediate anche voi, è un ordine!).
Comunque, mi aspettavo tutto sommato una commedia romantico-adolescenziale in chiave moderna, invece mi sono ritrovata a guardare una deliziosa commedia romantico-adolescenziale tutta incartata in un pacchetto retrò, a partire dai dialoghi (in alcuni punti la scelta delle parole è così inusuale e raffinata da causare una fitta di nostalgia per i bei vecchi tempi -in tutto il mondo, non ci sono adolescenti che parlano così), per arrivare agli abiti, alle automobili, all'atmosfera. Il film è ambientato adesso, ai nostri giorni, ma l'ombra degli anni 50 aleggia per tutto il tempo. O magari sono pazza, e questa impressione l'ha data solo a me. Tutto è possibile.
Ad ogni modo, il film è la storia di Nick, giovane sfigato (tò, Michael Cera che interpreta un Nerd, chi poteva immaginarlo?) aspirante scrittore, con la passione per i classici della letteratura e per la musica di Frank Sinatra. Non il tipico sedicenne, quindi, e forse anche per questo irrimediabilmente vergine e con zero speranza di modificare questa condizione. I suoi genitori sono divorziati, sono dei totali falliti e lo trattano come se fosse un piccolo fastidio da sopportare. Nick Twisp è un adolescente molto tranquillo. Non beve, non fuma, non si droga, non fa mai nulla di male.
A causa di una controversia tra il compagno di sua madre e un gruppetto di marinai molto scontenti, Nick è costretto a trasferirsi per qualche tempo in un trailer park. Qui conosce Sheeni Saunders, una ragazza fuori dall'ordinario innamorata della Francia, per la quale perde completamente la testa.
Nick e Sheeni iniziano una storia d'amore, ma di colpo il compagno della madre, Jerry, deve tornare alla loro vecchia casa, così Nick è costretto a ripartire. Promette a Sheeni di tornare, ma nel frattempo si sente minacciato dall'incombere della scomoda presenza di Trent, l'ex ragazzo-perfetto (alto, biondo, atletico, poeta a tempo perso) di Sheeni.
Nick studia quindi un piano perfetto per poter tornare dalla sua Sheeni: deve combinare qualche casino, così sua madre lo caccerà di casa e lui dovrà andare a vivere con suo padre, che nel frattempo si è trasferito nella città di Sheeni.
Ma Nick è troppo un bravo ragazzo per riuscire in questa impresa. Per questo, si crea un alter ego, Francois Dillinger (come John Dillinger, il famoso criminale rapinatore di banche americano. Ne approfitto per menzionare a casaccio i Dillinger Escape Plan, e lamentarmi di non essere mai riuscita a vederli dal vivo. Non c'entra nulla, lo so bene), un bad boy dal look alla Belmondo che lo condurrà su una cattiva, cattivissima (e davvero divertente) strada.
A parte l'alter ego di Nick, altri personaggi spassosi sono il fratello di Sheeni, con la sua grande passione per le droghe e la sua generosità nel condividerle con chi gli sta attorno, e il vicino di casa di Nick, Mr. Ferguson.




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Il film di oggi: The Runaways

Stasera ero un pò indecisa su cosa guardare, finchè non ho scoperto che dovevo recuperare ancora questo film, e devo dire che è stata una scelta felice.
Il film parla della storia del primo gruppo punk-rock totalmente femminile, le Runaways appunto, che è stato fondato a Los Angeles nel 1975. Quasi tutti hanno sentito nominare Joan Jett, o perlomeno conoscono la sua cover di I love Rock and Roll (ripresa poi da Britney Spears e mi pare anche Miley Cirus). Bene, The Runaways è stato il gruppo che ha iniziato al rock proprio Joan Jett, ancora quindicenne, come chitarrista e seconda voce.
Il film in particolare segue la storia di Joan e di Cherie Currie, la cantante della band, che a soli 15 anni dal nulla è diventata una star, per poi ripiombare nel giro di due anni nell'anonimato, a lottare con la dipendenza dalla droga.
The Runaways è scritto e diretto da Flora Sigismondi, fotografa e regista italiana (ma vive in Canada da quando aveva due anni) pluripremiata per i suoi videoclip visionari e di forte impatto (ha lavorato con moltissimi artisti, tra cui Muse, Interpol, White Stripes, Bowie, Marilyn Manson. Visto che sono di parte, ecco un video da lei diretto - QUI ), ed è co-prodotto proprio da Joan Jett (il che dovrebbe dare garanzia del fatto che proprio proprio una stronzata campata in aria non dovrebbe essere. O, detta in altro modo, dovrebbe garantire un minimo di fedeltà alla biografia reale).
Le interpreti principali sono la bambina prodigio Dakota Fanning nel ruolo di Cherie Currie, e l'amata/odiata Twilighter Kristen Stewart (ora farò una piccola confessione: i film di Twilight mi fanno cagare, ho visto solo il primo è vero, ma ho passato tutto il tempo al cinema a ridere e mi è bastato -non era pregiudizio, a me i romanzi sono piaciuti- ma non riesco a detestare Kristen Stewart. A parte che la trovo molto bella, ma l'avevo vista in altri film e mi era piaciuta molto, e questo film rafforza la mia opinione), entrambe molto convincenti nelle parti, che non sono semplicissime. La Fanning è proprio brava, ma anche la Stewart se la cava molto bene. Divertente la parte del manager Kim Fowley, che creò il successo delle Runaways (produttore di nomi importanti quali Frank Zappa, Jimi Hendrix, Kiss, Alice Cooper, Iggy Pop, Guns 'n Roses, Sonic Youth), affidata a Michael Shannon (che ricordiamo, ad esempio, per la splendida interpretazione in Revolutionary Road).
Il film ricorda da lontano Velvet Goldmine (l'aura di Bowie influenza entrambe le realtà) e, pur non avendo la stessa forza (di questo genere, Velvet Goldmine è uno dei miei preferiti), è di sicuro piacevole da vedere.

Queste le The Runaways originali che cantano Cherry Bomb



Questo lo stesso live reinterpretato nel film:



Ed ecco una foto della formazione originale (in cui si vede bene che erano delle ragazzine):

Ed ecco il trailer:



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"Ognuno di noi ha bisogno di un piccolo lusso, di qualche piccola concessione di tanto in tanto."


Un romanzo carico di poesia e magia. Lo stile della Harris è ricchissimo di colori, odori, sensazioni intense e tangibili. La vicenda è raccontata alternando i punti di vista di Vianne Rocher, la straniera, la donna un pò strega con animo nomade, la madre nubile che arriva nella letargica comunità di Lansquenet, e di Francis Reynaud, il giovane curato, che la identifica immediatamente come una minaccia per il suo gregge, abituato invece ad una vita grigia e rispettosa delle regole.
Con il suo modo di fare franco e la sua solarità, Vianne entra nel cuore degli emarginati (la signora anziana sopra le righe, la donna picchiata dal marito, il vecchio che ha solo il suo cane a fargli compagnia) di Lansquenet, e li aiuta a ritrovare la felicità. E quando in paese arriveranno anche gli zingari di fiume, le cose inizieranno a cambiare velocemente, e anche Vianne sarà costretta ad affrontare le sue paure e il fantasma della madre, una volta per tutte.

Devo dire che, pur non avendo mai letto il romanzo, avevo visto il film moltissime volte, e lo consideravo uno dei miei preferiti (così colorato e allegro, e con Johnny Depp così affascinante nei panni dello zingaro Roux). Ma appena ho finito il libro, ho riguardato il film e ho potuto constatare che hanno quasi completamente stravolto la storia (anzi, direi completamente, visto che nè le origini di Vianne, nè il finale della storia sono fedeli al libro. Nemmeno il personaggio di Reynaud è corretto, dato che nel film è il sindaco del paese, e non il curato), e il film trasmette molto poco della magia del romanzo, nonostante la storia rimanga bella, e di certo ben recitata.

Quindi, se avete amato il film, leggete assolutamente il libro, perchè lo amerete dieci volte di più, a patto di considerarle due storie simili ma differenti. 

"Non credo nelle premonizioni. Non come ci credeva lei, come un modo di tracciare le linee casuali del nostro percorso. Non come una scusa per l'immobilismo, una stampella per quando le cose vanno di male in peggio, una razionalizzazione del caos dell'anima."

"C'è un alone di stregoneria in tutta la cucina: la scelta degli ingredienti, il modo in cui vengono mescolati, grattugiati, sciolti, le infusioni e come si insaporiscono, le ricette prese da vecchi libri, gli utensili tradizionali - il pestello e il mortaio -  gli stessi con cui mia madre preparava l'incenso, adibiti a uno scopo più domestico, le spezie e gli aromi che perdono la loro raffinatezza e lasciano il posto a una magia più primitiva e sensuale. È quella specie di fugacità di tutto questo ciò che mi delizia: tanta cura amorevole, tanta abilità e esperienza riposte in un piacere che dura solo un momento, e che pochi apprezzeranno davvero."

"«Non penso che esista una cosa come un buon o un cattivo cristiano», gli ho detto. «Ci sono solo persone buone o cattive».

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Inception. Ovvero: come fai a capire che quello che vivi è reale? Cos'è la realtà?


Sono appena tornata dal cinema. Finalmente, dopo aver evitato strenuamente qualsiasi spoiler anche minimo, sono andata a vedere Inception. Spettacolo delle 18:15 di domenica, sala piena, pubblico perfetto, che non si è trasformato in una mandria di capre belanti e borbottanti nemmeno quando, a circa mezzora dalla fine (ovvero in pieno pathos -.- vaffanculo) per un problema tecnico la proiezione si è improvvisamente interrotta per alcuni minuti. Qualche sorriso, qualche commento, un fuggi fuggi generale in bagno (maledetti menu maxi dei multisala. Ma io non lascio il mio posto al cinema finchè non è finito il film. E' una cosa sacra, perdinci), e poi quando è ripresa la proiezione nel giro di due minuti eravamo tutti completamente rapiti di nuovo.
Non che fosse uno sforzo, dato che il film è davvero una cosa incredibile. Spettacolare. Avevo letto qualche commento su FB e sapevo che era stato apprezzato, ma non mi aspettavo una cosa così. Certo, sapendo che è di Nolan dovevo immaginarlo, ma non pensavo davvero che arrivasse ad un tale livello di complessità e coinvolgimento visivo e strutturale.
Mi ha ricordato Matrix e mi ha ricordato Stay, ma attualizzati e portati all'estremo. Cinque livelli di realtà portati avanti in contemporanea con una chiarezza e al contempo una complessità spettacolare.
La trama è coinvolgente, fitta di spunti (la percezione del tempo differente a seconda dei livelli, il"calcio", la sorveglianza del subconscio, tanto per dirne un paio) e davvero originale (non dimentichiamoci che ormai siamo spettatori scafati, sorprenderci è diventata una cosa dura. I finali a sorpresa e le realtà alternative sono pane quotidiano per quelli della nostra generazione cinematografica). La fotografia è fantastica, il ritmo è un crescendo continuo. E ci sono delle scene che sono già di loro un capolavoro (prima su tutte la scena di lotta a gravità in continuo cambiamento. Una cosa visivamente eccezionale. Poi la scena in cui Arianna si rende conto di essere in un sogno e tutto esplode, davvero intensa. E la scena più meravigliosamente onirica, quella di Arianna che fa i primi esperimenti di architettura).
Il cast poi è veramente il tocco finale. A parte il fantastico Leo di Caprio, che ho sempre considerato un grande attore fin dal tempo di quella interpretazione magistrale in "Buon compleanno Mr. Grape" (la sua carriera quasi ineccepibile ha schiaffeggiato pesantemente quelli che, ai tempi di Titanic, lo sbeffeggiavano come il classico ragazzetto belloccio senza talento), una piacevolissima sorpresa per me è stato ritrovare (ricordiamoci che ero spoiler free, non sapevo nulla del cast) Joseph Gordon-Levitt, attore di grande talento che probabilmente a seguito di questa parte finalmente riceverà la giusta spinta in alto (casualmente, ho parlato pochi post fa - QUI - di un altro film in cui è protagonista, il meraviglioso 500 days of summer, la mia storia (non) romantica preferita), insieme alla fantastica Ellen Page (se non avete ancora visto Juno vergognatevi e rimediate!) e alla splendida Marion Cotillard (che se dico Edith Piaf ho detto tutto, ma io amavo la sua dolcezza da Big Fish). Oltre a loro, Christian Bale... no, scherzavo, in realtà è Cillian Murphy, ma qui è davvero simile a Bale!!!
Comunque, non dico più nulla del film per evitare di rovinare la visione a qualcuno. Di sicuro già un cult. Spero di riuscire a incastrare un'altra visione al cinema, poi lo acquisterò in dvd perchè merita di essere comprato e visto al suo meglio.
E non perdetevelo, andate a vederlo al cinema, non ve ne pentirete.






PS (spoiler alert! Non leggete, sennò vi si fissa in testa e vi si rovina il finale): ma per voi la trottola si ferma o no? Per me no, me lo aspettavo praticamente da metà film in avanti. Scelgo l'interpretazione sogno...

Il film di stasera: 500 giorni insieme


Sarà che adoro Zooey Deschanel (sul serio, ho una venerazione per questa donna), sarà che ho nel cuore i video di Marc Webb, sarà la colonna sonora veramente mmmhhh, sarà la storia non convenzionale, il montaggio non così banale o alcune trovate assolutamente divertenti, ma questa commedia mi è piaciuta davvero moltissimo, oserei arrischiarmi a dire che è entrata nella mia top ten delle commedie romantiche.
Ah: e il ragazzino di Una famiglia del terzo tipo (3rd Rock from the Sun) è cresciuto DAVVERO bene :P



(Secondo me il trailer tra l'altro rende pochissimo il "clima" del film, e lo fa apparire come una banalissima commedia tradizionale...)

Una delle scene più carine del film: dopo tanti sospiri, finalmente Tom riesce a "concludere" con Sole, la ragazza dei suoi sogni. Il giorno dopo:

Ieri se n'è andato un pezzo di storia della musica. RIP Dio

Un tumore allo stomaco si è portato via Ronnie James Dio, una delle più grandi voci del Metal.






Per una strana malattia della mia mente, ora quando penso a lui mi è inevitabile fare l'associazione con i Tenacious D, prima ancora che con i Black Sabbath, quindi devo mettere anche questo video...

Viaggio nei ricordi: Stand by Me - Ricordi di un'estate


L'ho rivisto ieri pomeriggio dopo molti anni, ed è stato un pò come ritrovare un vecchio amico.
Quando ero adolescente, lo facevano periodicamente per tv. Era un film da pomeriggio di Italia 1, pur non essendolo affatto. Ma forse quelli che si occupavano della programmazione dei pomeriggi estivi di Italia 1 non si erano soffermati ad analizzare per bene la profondità di questo piccolo capolavoro.
Il film si basa sul racconto "Il corpo", contenuto nella raccolta "Stagioni Diverse" di Stephen King. Ora, tutti quelli che mi conoscono sanno che io nutro un'assoluta venerazione per King e blablabla, però non credo di essere troppo di parte nel dire che questa raccolta è come uno scrigno contenente tesori rari, perchè oltre a "Il corpo", ci sono anche "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank", da cui è stato tratto un altro capolavoro cinematografico come "Le ali della libertà", e "Un ragazzo sveglio", a cui è ispirato il film "L'allievo". Il quarto racconto, "Il metodo di respirazione", che io sappia non ha ancora avuto una trasposizione cinematografica, ma magari ci arriveremo :)

Tornando a "Stand by me" (è uno di quei rari casi in cui sono molto più affezionata al film che al racconto. Unica nota negativa: Castle Rock è nel Maine, non nell'Oregon... ma avendo poi il regista Rob Reiner fondato la casa di produzione Castle Rock, direi che lo si può perdonare per questa variazione ^^), pur rivedendolo dopo tanti anni mi sono resa conto di conoscerlo ancora a memoria, e che ancora oggi, come già mi accadeva un tempo, mi ha fatto venire voglia di mettermi a camminare lungo una ferrovia, alla ricerca di una crescita interiore. E ho ricordato quanto mi avesse ossessionato questo film quando ero giovane, perchè mi ero ripromessa che mai avrei permesso ai miei di fare preferenze tra me e mio fratello, soprattutto in suo sfavore. Non volevo che si sentisse come Gordon Lachance. Ironico il fatto che poi sia finita in modo molto simile, da un certo punto di vista. Ma questa è un'altra storia e la racconteremo un'altra volta, per dirla alla Michael Ende.

Comunque, se qualcuno al mondo non ha mai visto questo film, rimedi immediatamente, è un ordine!
Il regista è Rob Reiner, che ha girato anche altri film che amo tantissimo come La Storia Fantastica (favoloso, semplicemente favoloso), Misery non deve morire, Harry ti presento Sally e Codice d'Onore. Se non basta, posso citare anche il cast stellare: John Cusack, giovanissimo, nei panni di Danny Lachance; Kiefer Sutherland, pure lui davvero giovane, nei panni di Asso Merril; Richard Dreyfuss è Gordon da grande. Ma le vere star sono i ragazzini: a parte grande Corey Feldman, spettacolare prima apparizione sul grande schermo per Jerry O'Connell, che qui fa il bimbo ciccione sfigato Vern (notare che il doppiatore era specializzato nei bimbi ciccioni sfigati, perchè è lo stesso che doppia Chunck ne I Goonies), ma che tutti ricordiamo soprattutto per serie indimenticabili come Il mio amico Ultraman e soprattutto I Viaggiatori:

Jerry O'Connell nel 1986:
E come invece lo conosciamo tutti:
Menzione speciale per River Phoenix, che qui interpreta Chris Chambers, il ragazzo che è sveglio, intelligente e pieno di potenzialità, ma che si porta dietro l'infamia del nome, e per questo è destinato a fare una brutta fine (il cognome Chambers è forse indice di una qualche preferenza speciale da parte di King, visto che è anche il cognome di uno dei suoi personaggi più importanti, Jake Chambers, il ragazzino della saga della Torre Nera. Un caso? Sì, bè, può essere... fatto sta che sono due personaggi molto belli).


Triste e con un che di profetico, visto come sono andate poi le cose, è l'ultima inquadratura di Phoenix, alla fine del film: saluta con la mano e si dissolve, mentre la voce narrante racconta di come muore.



Il film di stasera: District 9


Manco dalla rete da praticamente 3 giorni, ho fatto un pò di roba da venerdì ad ora e mò domani mi trovo con un pò di mail & messaggi FB vari da sbrigare... ma non è per parlare di questo che sono passata di qua. Come suggerisce il titolo del post, ho aperto il pc perchè ho appena finito di vedere District 9, un film davvero interessante diretto da Neill Blomkamp e prodotto da Peter Jackson di cui avevo sentito parlare in un paio di occasioni e che mi ha colpito molto.
Candidato a 4 premi oscar, il film è una rappresentazione fantascientifica di concetti purtroppo sempre molto attuali, come la xenofobia e la segregazione razziale.

Il film è ambientato in sudafrica, a Johannesburg (il titolo infatti deriva da un'area di Cape Town, denominata District Six durante l'apartheid), e si basa sul cortometraggio "Alive in Joburg" del 2005, che costituisce una specie di "prequel" degli eventi narrati nel film.
Il Distretto 9 è un'area in cui vengono confinati degli alieni approdati sulla terra negli anni 80. La loro astronave è arrivata nel 1982, carica di questi esseri bipedi dall'aspetto vagamente simile a quello di crostacei (infatti gli alieni vengono chiamati in modo spregiativo "gamberoni" dai terrestri), ammassati, denutriti e spersi. Loro a quanto pare non riescono a ripartire, probabilmente a causa di una avaria all'astronave madre, e dato che i terrestri non sanno bene che fare, li rinchiudono in questo centro di accoglienza, che diventa nel corso dei successivi vent'anni un vero e proprio campo profughi.
(copio da Wikipedia): "Gli alieni vengono controllati dalla Multi-National United (MNU), una compagnia multinazionale che studia il modo di sfruttarne l'avanzata tecnologia e la potente attrezzatura bellica, non utilizzata dagli alieni, e non utilizzabile dagli umani in quanto ad attivazione specie-specifica.
Dopo varie contestazioni degli abitanti di Johannesburg per via delle continue rivolte degli esseri alieni, che non accettano di essere rinchiusi nello spazio a loro riservato, il governo sudafricano decide di spostarli in una zona franca a 240 km dalla metropoli. Per questo compito viene nominato capo squadra Wikus Van De Merwe, genero del capo della MNU. Ragazzo "per bene", ma sciocco, superficiale ed ingenuo, posizionato in un ruolo chiave solamente per la sua parentela coi vertici della multinazionale. Wikus, spinto da un forte senso del dovere, preoccupato più dai formalismi legali dell'operazione che da una sensibilità nei confronti degli extraterrestri tenta sin dall'inizio di approcciare gli alieni in modo formalmente pacifico, anche se in maniera piuttosto rozza, dove durante le prime fasi dello sgombero arriverà a dare alle fiamme, con superficiale noncuranza, una nursery aliena piena di uova in incubazione.
Tutte le operazioni si svolgeranno su una sottile linea di equilibrio tra un tentativo apparente di salvaguardare i diritti degli alieni ed evitarne violazioni, ed una evacuazione forzata da parte di personale fortemente militarizzato e pesantemente armato dall'approccio aggressivo. Durante la perquisizione all'interno di una delle capanne del "Distretto 9", Wikus rinviene un cilindro metallico contenente un liquido misterioso che accidentalmente gli schizza negli occhi, provocandogli l'insorgere di strani sintomi. Giunto in ospedale per accertamenti, tali sintomi vengono identificati per ciò che sono realmente: le manifestazioni iniziali di una mutazione genetica nel DNA dell'uomo, con inserimento di geni alieni. Wikus viene subito prelevato con la forza e sottoposto ad una serie di esami invasivi da parte degli scienziati dell'MNU. È in programma una dissezione mortale per prelevare i tessuti e utilizzarli a fini bellici. Per sfuggire ad una morte certa, l'uomo decide allora di fuggire e di andare a rifugiarsi all'interno del Distretto 9. (...)"

Davvero molto bello. Parte del film è girata con approccio documentaristico, con riprese simili ad interviste, approfondimenti giornalistici e video di telecamere di sorveglianza che lo rende di certo abbastanza originale. Lo consiglio agli amanti del genere, ma anche a chi vuol vedere un bel film.


Ho saputo solo oggi, però non posso esimermi: R.I.P. Corey Haim

Quando ero teenager era tra i miei attori preferiti, non nel senso di "quelli più bravi", ma piuttosto "quelli a cui ero più affezionata". Certo, il suo compare Corey Feldman lo batteva di parecchio, però lo stesso Corey Haim ha sempre avuto un posticino nel mio cuore anni 80, e adesso che ho letto della sua morte, avvenuta lo scorso 10 marzo, un post per un ultimo saluto glielo voglio proprio dedicare.
Non voglio mettere immagini di come era da adulto, perchè nemmeno lo avrei riconosciuto se lo avessi visto. Così è come lo ricordo io (e, credo, la maggior parte degli altri della mia età)


E un video di ognuno dei 3 film che ricordo con più affetto:

Primo, ovviamente, Ragazzi Perduti (di cui ho già parlato ampiamente durante il countdown di Halloween, qui ):



Poi il classico Kinghiano Unico indizio la Luna Piena:



E infine un film che ho visto diverse volte nei pomeriggi di estate su Italia 1 (all'epoca), che non è horror ma teen movie davvero carino (credo di averla ancora registrata su una qualche videocassetta, la cercherò), ed è un pò un classico al pari dei film di Molly Ringwald (quella di Sixteen Candles, Breakfast Club e Bella in Rosa, non quella attuale di The secret life of an american Teenager... ma sto divagando): Licenza di Guida



Riposa in pace, Corey

L'Alice di Burton


Io amo Tim Burton. E mi piace molto Alice nel paese delle meraviglie (la storia, non l'adattamento di quella azienda infame che è la Disney. L'Alice della Disney mi sta pure un pò sul culo, è antipatica da morire. Ovviamente, anche questo è un film Disney, quindi un pò di dubbi dovevano venirmi). E quando ho saputo che Burton aveva intenzione di mettere mano a questa storia, sono andata in brodo di giuggiole. Già immaginavo un Paese delle Meraviglie delirante, gotico e deliziosamente psichedelico. E poi naturalmente si può contare sugli onnipresenti Depp e Bonham Carter, come può deludermi con tali premesse? Stasera finalmente sono andata a vederlo, praticamente sbavando ho infilato gli occhialetti 3D e ho attaccato la mia combo "Alice" (una tonnellata di pop corn e coca, e meno male che c'era scritto che il formato era piccolo) e ho atteso di sprofondare nelle atmosfere Burtoniane. Vado subito al punto perchè è tardi e ho sonno: sto ancora aspettando. No, perchè alla fine quello che ho visto è un pò un misto tra Narnia e Gran Burrone, con una Regina Bianca che ogni tanto mi ricorda Dama Galadriel (e il suo personaggio mi piace, così malvagia sottopelle) e Alice in veste di Giovanna D'Arco che combatte i draghi come San Michele, la Regina Rossa che ha l'amante alto e figo (ma ovviamente opportunista), il Cappellaio Matto che si prende una cotta (ricambiata, pare) per la nostra impavida, il ghiro che è un topo (se è un ghiro, è il più sveglio della terra)... Premetto che avevo sentito dire solo vagamente che si trattava di un sequel dei romanzi originari, perchè quando mi interessa molto un film (o un libro) cerco di evitare qualsiasi spoiler per non rovinarmi nessuna sorpresa, per cui non ho visto trailer, non ho letto articoli, non ho cercato recensioni. Ci sono andata con occhi vergini, insomma, e disponibili. Non è che non mi è piaciuto... non mi ha aggiunto niente, ecco. Non è un mondo dove risprofonderei volentieri. Non è neanche vagamente vicino a quello che sono stati Edward Mani di Forbice, Sleepy Hollow o Big Fish, per citare i più meravigliosi. Avrei preferito mille volte che mi riproponesse la storia originale ma con una vera atmosfera Burtoniana (è mille volte più burtoniana l'Alice del videogioco omonimo, non so se qualcuno lo ricorda - tra l'altro, doveva uscirne anche un film interpretato da Sarah Michelle Gellar... che fine ha fatto? ) Delusa? Un pò... è un peccato, voglio dire... il film è carino, ma niente di più. Mia opinione, ovviamente. Però ho un bicchierone bellissimo ^^ (ebbè, son soddisfazioni, eh)


Ah: i costumi sono bellissimi *__* e poi vabbè, le musiche sono di Elfman, ho detto tutto.

Buon Natale a tutti!!!

Ok, lo so, lo so, ho abbandonato il blog ere fa, i concerti mi hanno inghiottito e non mi hanno ancora risputato fuori, tornerò prima o poi, lo prometto. Nel frattempo, mi fermo un attimino a fare i miei migliori auguri a tutti quelli che passeranno di qua.
Nell'anno in cui sento lo spirito Natalizio come una cosa davvero davvero lontana (non capisco perchè dovrebbe essere un giorno diverso dagli altri: io sono felice e piena di amore e ottimismo tutto l'anno, perchè dovrei esserlo oggi in particolare? Bah...), tanto che mi sono scordata di comprare un regalo al Martire che mi sopporta (e che invece, incredibilmente, me ne ha fatto uno. Era talmente inatteso che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Un cappellino da 10 euri che avevo visto in una vetrina, niente di incredibile, però non poteva farmi regalo migliore! Ebbè, sono una sentimentale, che volete?), sono qui all'una di notte a bere brachetto (è la seconda bottiglia di vino stasera, dopo la cena si festeggia ^_^) e a scrivere sul pc, perchè tanto ogni giorno è Natale, soprattutto quest'anno, dato che finalmente da qualche mese abbiamo una casa tutta nostra.
Per questo abbiamo festeggiato adeguatamente con una bella cenetta abbondante, candele e dvd di "Labyrinth". Avrei voluto vedere "SOS Fantasmi" (il mio film della Vigilia) ma è imbucato in qualche scatolone del trasloco, e non mi è riuscito di ritrovarlo.
L'altro ieri è toccato a "Ritorno al Futuro". Domani tocca al nostro vero film di Natale, Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato. Quello con Gene Wilder, mica cazzi. E venerdì tocca a "La Storia Fantastica". Se mi riesce di trovarlo, nel fine settimana sarà la volta dei Goonies e, probabilmente, di Jesus Christ Superstar.
Perchè certe tradizioni si rispettano.



Buone Natale a tutti!!!





Aspettando Halloween: Film n°31 - Il mistero di Sleepy Hollow - It's Halloween NOW!!! ^^

"L'infamia ha molte maschere, nessuna più pericolosa della maschera della virtù"



Il mistero di Sleepy Hollow per me rappresenta la quintessenza del film di Halloween. Una bella favola horror poetica e romantica, diretta dal genio di Tim Burton e interpretata dal magnifico Johnny Depp, con una. Atmosfera gotica a mille, un cavaliere senza testa, magia e mistero. Non posso chiedere altro per la notte di Halloween.
Che dire ancora: buona visione, e HAPPY HALLOWEEN A TUTTI!!!

Trama: (Fonte: Wiki)
New York, 1799. Ichabod Crane è un giovane agente di polizia che è solito fare uso di metodi investigativi scientifici decisamente insoliti per l'epoca. I suoi superiori decidono di mandarlo nello sperduto villaggio di Sleepy Hollow ad investigare su tre efferati omicidi, nei quali le teste delle vittime sono state rimosse. Arrivato nel villaggio i notabili (i cittadini anziani: il magistrato Philipse, il reverendo Steenwyck, il notaio Hardenbrook, il dottor Lancaster e il possidente Baltus Van Tassel) gli spiegano che il primo ed unico sospettato è il "cavaliere senza testa", un mercenario dell'Assia ucciso anni prima nel bosco vicino, decapitato prima della sepoltura, tornato per vendicarsi.


Aspettando Halloween: meno uno alla fine. I 30 film

Manca un post alla fine del countdown. Alla fine, causa mio incasinamento intrinseco, invece che un countdown è diventato una maratona, ma ho mantenuto la promessa: 31 film dovevano essere, e 31 saranno. Ecco una lista dei primi 30, con il collegamento per trovarli in fretta

Film n°1: Il Sesto Senso
Film n°2: The Others
Film n°3: Darkness
Film n°4: Dead Silence
Film n°5: Haunting - Presenze
Film n°6: The Skeleton Key
Film n°7: Urban Legend
Film n°8: Final Destination
Film n°9: Giovani Streghe
Film n°10: Ragazzi Perduti
Film n°11: L'Armata delle Tenebre
Film n°12: The Hole
Film n°13: Saw - L'Enigmista
Film n°14: My Little Eye
Film n°15: Shining
Film n°16: Carrie - Lo sguardo di Satana
Film n°17: Misery non deve morire
Film n°18: Christine la macchina infernale
Film n°19: Secret windows
Film n°20: Echi mortali
Film n°21: Il Signore del Male
Film n°22: The Rocky Horror Picture Show
Film n°23: La Piccola Bottega degli Orrori
Film n°24: Sweeney Todd
Film n°25: Frankenstein Junior
Film n°26: 28 giorni dopo
Film n°27: Stay - Nel labirinto della mente
Film n°28: San Valentino di Sangue
Film n°29: Il Corvo
Film n°30: Donnie Darko