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Shakespeare Scriveva per Soldi, di Nick Hornby




 "Uno che non devia mai da un elenco prestabilito di libri è già intellettualmente morto"


Questa raccolta è il seguito di "Una vita da lettore" (di cui ho parlato in QUESTO post, quasi esattamente tre anni fa), e contiene gli articoli di Hornby per la rivista Believers tra agosto 2006 (l'altro libro si concludeva con il pezzo di giugno 2006) e settembre 2008.

Come mi era accaduto già con la precedente raccolta, sono rimasta affascinata dalle recensioni di Hornby e mi sono segnata diversi titoli da cercare e aggiungere alle mie liste di letture per i prossimi mesi (anni? Ho già una lista pressocché infinita...), tra i quali "Cronache

31 Canzoni, di Nick Hornby




"Un paio di volte all'anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un'altra. Ma c'è sempre, e non vedo l'ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta."

Se Hornby scrivesse un libro in cui mi racconta le sue ricette preferite, o i suoi giochi di società preferiti, o i suoi mezzi di locomozione preferiti, probabilmente lo comprerei, lo leggerei tutto d'un fiato e mi piacerebbe pure. Il suo modo di scrivere ironico, divertente, coinvolgente, mi conquista sempre tanto da farmi venire voglia di citare tre quarti del libro e di andare in giro sventolandolo come una forsennata sotto il naso dei miei amici per far loro leggere certi passaggi particolarmente arguti o spassosi. In pratica, Hornby ha la capacità di farmi venire una cotta per lui ogni

La Campana di Vetro, di Sylvia Plath




"Per la persona che è sotto la campana di vetro, vuota, e che è bloccata là dentro come un bimbo morto, il mondo è in sé un brutto sogno."


Meraviglioso e terribile, angosciante e poetico. 

Sapere poi che la storia è in larga parte autobiografica e che la Plath si suicidò un mese dopo la pubblicazione del suo unico, splendido, romanzo, dona alla lettura tutta un'altra profondità, e alla fine, sarà forse perché il periodo in cui ho letto questo romanzo è forse il più azzeccato per farmelo "sentire" davvero, ho lasciato Esther controvoglia, come se abbandonassi un'amica al suo infelice destino di donna con una mente così acuta e anticonformista da non riuscire a trovare il suo posto del mondo. O meglio, da non poter accettare il posto che il mondo le ha riservato. 

Ho amato

Il Grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald



 Così remiamo, barche controcorrente, risospinti senza sosta nel passato

Sono arrivata a questo libro dopo aver letto Revolutionary Road di Yates, perchè Yates era fortemente influenzato dallo stile di Fitzgerald, e considerava Il Grande Gatsby un vero e proprio capolavoro di scrittura. Non era certamente la prima volta che ne sentivo parlare in toni entusiastici, ma a questo punto mi sembrava necessario rimediare alla mia enorme mancanza (mai letto nulla di Fitzgerald, ma dopo aver letto questo romanzo direi che rimedierò in fretta leggendo tutti i suoi scritti principali al più presto).

Il romanzo non lo si legge semplicemente: lo si divora.

Addio all'Estate, di Ray Bradbury



"Ci pensi mai, alla Terra che gira a quarantacinquemila chilometri al secondo o giù di lì? Potrebbe scaraventarti nel vuoto, se chiudessi gli occhi e dimenticassi di reggerti."

 Da vera tonta, ho scoperto che "Addio all'Estate" è il seguito (o la conclusione) di "L'estate incantata", che ovviamente non ho mai letto -anzi, non ancora- solo alla fine del romanzo, leggendo la postilla di Bradbury che ne spiega la genesi, per cui non posso apprezzarlo nel complesso per com'è stato ideato, ma solo come romanzo a sé stante.

Il tema del romanzo è il senso della vita, la paura di crescere e di invecchiare, di perdere la freschezza della giovinezza e ridursi ad un guscio vuoto e avvizzito.

Revolutionary Road, di Richard Yates



"Il complesso residenziale di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia. Anche di notte, come di proposito, le sue costruzioni non presentavano ombre confuse né sagome spettrali. "


Anni fa ho avuto il piacere di vedere il film con Di Caprio e la Winslet. Anzi, diciamo che causa varie vicissitudini ho potuto vedere solo il secondo tempo, e per quanto mi sia ripromessa di recuperare anche la prima metà, alla fine non è mai capitato (la colpa è del fatto che già sapevo come andava a finire, e non essendo proprio una conclusione allegrissima ho sempre dato la precedenza ad altro). Ma quel poco che ho visto mi è piaciuto molto (Di Caprio, tra l'altro, è uno dei miei attori preferiti e amo praticamente tutti i suoi film - con Buon Compleanno Mr. Grape, ere fa, l'ho classificato come ottimo attore, e non ho mai cambiato idea).
Ma chissà perchè non mi era mai venuto in mente che potesse essere stato tratto da un romanzo, addirittura da uno che è stato giudicato tra i 100 best English language novels del XX secolo dal Time, l'omonimo Revolutionary Road di Richard Yates. Poco tempo fa la mancanza è stata portata alla mia attenzione, e ho rimediato. E ho fatto proprio bene.

Mi sono innamorata perdutamente di Alexander Jansson



Ringrazio una vecchia amica che mi ha linkato una delle sue opere, certa che mi sarebbe piaciuta. Non mi è solo piaciuta, mi sono innamorata delle sue tinte fosche, della sua arte gotica e fiabesca, delle opere a metà tra la fiaba e l'incubo.
Quando sarò ricca e famosa, gli chiederò di farmi la copertina di un libro ;)

Lo Zen nell'Arte della Scrittura, di Ray Bradbury



Una breve raccolta di pensieri di Bradbury, perlopiù autobiografici ma ricchi anche di suggerimenti per chi scrive o vorrebbe farlo. Una lettura essenziale per chi ama gli scritti dell'autore, per conoscere meglio lui e la genesi dei suoi racconti.

Questa canzone mi ha fottuto il cervello




Breathe through the dark
I take the saints
And cover the tracks
March of the brave
Take what you want
By my side

Take what you want
Burn the flag
And cover your tracks
They’re so super safe
Take what you want
By my side

Breathe through the dark
I take the saints
And fucking attack
It’s march of the brave

Wait
I see your heart
Shot full of holes
But you’re still brave

Wait
Can’t kill the hearts
So we’ll be safe
By my side

By my side
By my side

By my side
By my side

(Lyrics: kasabianitalia.com)


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Ogni Cosa è Illuminata, di Jonathan Safran Foer




"Ho riflettuto molto sulla nostra rigida ricerca, mi ha dimostrato come ogni cosa sia illuminata dalla luce del passato… dall'interno guarda l'esterno, come dici tu alla rovescia… in questo modo io sarò sempre lungo il fianco della tua vita e tu sarai sempre lungo il fianco della mia vita."



"E' straordinario pensare che il secolo sia cominciato con il libro straordinario di uno scrittore straordinario come questo" dice Fernanda Pivano sulla quarta di copertina. Un libro straordinario di uno scrittore straordinario, non posso che convenire con lei. 

Sicuramente uno dei più belli, significativi, emozionanti che abbia letto in tutta la vita. 

Foer gioca con le parole, è un vero maestro nel farlo. Racconta usando tre stili diversi, diventando tre diversi narratori: Jonathan Foer, l'Eroe, che scrive un libro in cui racconta il tempo che fu, il tempo della sua bis-bis-bis-bis bisnonna e poi quello dei suoi eredi; Alex, il giovane ucraino suo coetaneo che parla male la sua lingua, e racconta se stesso e la sua famiglia nelle sue lettere a Jonathan; e poi di nuovo Alex, che scrive parti di racconto, capitoli della ricerca della verità su Trachim e Augustine da inviare a Jonathan per il libro che sta scrivendo. E dei personaggi bellissimi e forti, ai quali è impossibile affezionarsi: Sasha, che si presenta come un truzzo ignorante e perdigiorno, e invece poi nello scorrere del libro si rivela per la grande persona che è; il nonno Alex, e i fantasmi di dolore e colpa che lo perseguitano; Augustine che non è Augustine, e perfino il Piccolo Igor, che non vediamo mai direttamente ma che ci ispira protezione grazie all'amore profondo di Alex. Jonathan, che è in viaggio per scoprire la sua storia, e rimane comunque il personaggio più in ombra di tutti quanti. E poi tutti gli altri: Brod, la bella e intelligente e sfortunata bis-bis-bis etc. E tutti gli abitanti di Trachim. E perfino Sammy Davis Junior Junior, la cagna puzzolente e mezza matta.
Tutti dovrebbero leggere questo libro. Tutti quanti. 



E' difficile scegliere delle citazioni, ci sarebbero pagine e pagine da riportare, è un libro intriso di poesia, di riflessioni, di vita.

"Tutto è quello che è perché tutto è stato quello che è stato."

"E questo è vivere vicino a una cascata, Safran. Ogni vedova si sveglia ogni mattina, forse dopo anni di un lutto puro e inossidabile, per rendersi conto di aver trascorso una bella nottata di sonno, e di poter far colazione, e di non sentire il fanstasma del marito ininterrottamente, ma solo a tratti. Al suo dolore subentra un'utile tristezza. Ogni genitore che ha perso un figlio troverà il modo di tornare a ridere. Il timbro si sbiadisce. La lama si smussa. Il dolore si affievolisce. Ogni amore è scolpito nella perdita."

"Si addormentava con il cuore ai piedi del letto, come un animale domestico che non faceva parte di lui."

"La sua vita era una lotta pressante e disperata per giustificare la sua vita."

"La vita di Brod fu una lenta assimilazione del fatto che la vita non era fatta per lei."

"Gli confessò che avrebbe voluto che ci fosse un altro comandamento, uno in più inciso nelle tavole della Legge: Non cambierai."

"Il ricordo avrebbe dovuto riempire il tempo, ma rendeva il tempo un buco da riempire." 

"Io non so cosa fare, Jonathan, e desidero che mi dica cosa tu pensi che sia la cosa giusta. So che non è necessario che ci sia una cosa sola giusta. Potrebbero esserci due cose giuste. Potrebbero non esistere cose giuste." 

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Le cinque persone che incontri in cielo, di Mitch Albom




"Nessuna vita è sprecata,l'unico tempo che sprechiamo è quello che trascorriamo a pensare di essere soli."

Una storia dolcissima che riempie il cuore, una vera favola che racconta la storia di un uomo infelice, Eddie. Un uomo comune, che ha vissuto una vita costellata di sofferenze: il cattivo rapporto con il padre, l'orrore della guerra e della prigionia, la malattia della madre che lo ha condannato ad un lavoro umile e senza ambizioni, la prematura morte dell'amata moglie, e l'indebolimento del corpo.
Un uomo abituato a tirare avanti, a sopravvivere più che a godersi la vita, e che un giorno muore in un modo violento ed imprevisto il giorno del suo compleanno.
Dopo essere morto, Eddie incontrerà cinque persone che, ripercorrendo la storia della sua vita, lo aiuteranno ad apprendere cinque importanti lezioni che daranno finalmente un senso alla sua vita. 

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Una Vita da Lettore, di Nick Hornby




"Io leggo per un sacco di motivi. Generalmente tendo a frequentare lettori e ho paura che, se smettessi di leggere, loro non vorrebbero più frequentare me (sono gente interessante e sanno un sacco di cose interessanti, ne sentirei la mancanza). Sono anche uno scrittore e ho bisogno di leggere per ispirami e per istruirmi e perché voglio migliorare, e solo i libri possono insegnarmi come. A volte, certo, leggo per scoprire delle cose: a mano a mano che invecchio, sento sempre di più il peso della mia ignoranza. Voglio sapere com'è questa o quella persona, vivere in un posto o in un altro. Amo quei dettagli sui meccanismi del cuore e della mente umana che solo la narrativa ci può illustrare, i film non si avvicinano abbastanza."


Tanto amore per la parola scritta, in qualsiasi forma: ecco cosa viene fuori dalle pagine di questo libro, che in realtà è una raccolta di articoli scritti da Hornby per la rivista Belivers tra settembre 2003 e giugno 2006. Mese dopo mese, Hornby commenta i libri che negli ultimi 30 giorni ha acquistato e letto (e gli innumerevoli altri libri che ha acquistato ma che sa già che non leggerà mai, il tratto caratteristico di ogni lettore compulsivo. Come ti capisco, Nick...), con un unico criterio di selezione: si tratta di libri che gli interessano davvero, non che gli viene imposto da recensire. 
Così, possiamo apprezzare l'eterogeneità delle sue scelte letterarie (dai classici di Dickens, ai libri sugli sport, alla biografia dei Motley Crue, tutti commentati con ironia, umorismo ma anche, quando è il caso, appassionata serietà) insieme alla freschezza della sua scrittura, in questa raccolta che alla fine risulta appassionante e coinvolgente come un romanzo.
Mi ha fatto venire voglia di leggere, leggere, leggere, e soprattutto mi ha fatto venire voglia di andare in una libreria con i suoi "consigliati", e di fare man bassa. Intanto, ho iniziato subito acquistando il David Copperfield di Dickens. Ne ha parlato in modo talmente appassionato, che sono andata a prenderlo immediatamente. Se Hornby lo sapesse, sono sicura che se ne compiacerebbe.



"Tutti sappiamo che probabilmente le circostanze in cui si legge sono importanti quanto il libro stesso"

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Nottata carica di idee



Stanotte stavo poco bene, ma la mia mente deve aver elaborato il dolore fisico in modo tutto suo, perchè mi sono svegliata con in mente ben chiare non 1, non 2, non 3 ma addirittura QUATTRO nuove trame per racconti brevi o brevissimi.
Uno praticamente l'ho già scritto mentre mi appuntavo l'idea stamattina. E' una storia fantasmosa molto halloweeniana, sìsì!
Quindi, tazza di caffè, orecchie pensanti in testa (vedere foto esplicativa) e plaid avvolto intorno alle spalle (l'ho detto che non sto bene :P ), vediamo se riusciamo a tirare fuori qualcosa di buono ^^


Cerco informazioni per un romanzo

Sto tentando di cominciare un romanzo (o racconto lungo? Mah, il tempo avrà la risposta) che al momento mi prende molto molto bene. Il mio problema però è che i protagonisti si occupano di ristrutturazione di edifici, e io sono costretta ad ammettere che non ne so mezza.
Ho già fatto un pò di ricerche in rete, ho trovato cose interessanti. Presto mi chiuderò anche in una qualche biblioteca e infilerò il naso in tomi di architettura, ma se dovesse mai esserci qualcuno in ascolto che ha studiato o sta studiando questo argomento (oppure, magari, ha lavorato in una ditta edile) si faccia sentire, il suo aiuto mi sarebbe davvero prezioso.
Lunghi giorni e piacevoli notti a voi, cacciatori (lo so, lo so, sarebbe Pistoleri, non cacciatori, ma passatemi la libertà ;) )

Ritagli di tempo


Un caffè, il tavolino di un bar, qualche decina di minuti liberi prima del lavoro, un pò di tranquillità. Basta davvero poco per prendere in mano carta e penna e buttare giù qualche riga.

In teoria.

In pratica, di solito il bar in questione è zeppo di bambini urlanti, manager rampanti che ciarlano al cellulare, crocchi di impiegate che spettegolano sulla minigonna della nuova arrivata. Il caffè bisogna berselo appoggiati al bancone del bar, e se per miracolo si trova invece un tavolino libero, di sicuro ormai l'ispirazione se n'è andata a farsi un giro. Ma tanto il problema non si pone, perchè il tempo scarseggia e bisogna già correre al lavoro.

Stamattina invece non è andata così. Stamattina sono arrivata al bar con mezzora di anticipo rispetto all'inizio del turno. Era tardi per cui non c'erano altri avventori. Ho avuto immediatamente il mio caffè americano bollente, mi sono accomodata al tavolino vicino alla finestra, e nel giro di un paio di minuti avevo già trovato l'ispirazione necessaria per riprendere in mano il racconto che ormai giaceva dimenticato da più di due settimane nella mia borsa.

Certo, in mezzora non ho scritto granchè, è naturale. Però mi sono sbloccata, e questo è il punto chiave. Ora trascriverò sul pc quanto prodotto, e così se tutto va bene entro stasera un paio di pagine spero di averle buttate giù. Da qualcosa bisogna pur cominciare...