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2013: i libri che ho letto



1 - Rosemary's Baby, di Ira Levin (recensione)
2 - Lo Zen e l'Arte della Scrittura, di Ray Bradbury (recensione)
3 - Non Buttiamoci Giù, di Nick Hornby (recensione)
4 - Wellness Coaching. Come aiutare se stessi e gli altri a vivere meglio, di Leonardo Di Paola
5 - Decidi! Impara a prendere le decisioni migliori per il tuo futuro, di Karen Okulicz (recensione)
6 - Revolutionary Road, di Richard Yates (recensione)
7 - Fai uscire la Stronza che è in te, di Elisabeth Hilts
8 - Addio all'Estate, di Ray Bradbury (recensione)
9 - Il Grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald (recensione)
10 - L'Ereditiera, di Henry James (recensione)
11 - La Dieta Macrobiotica o l'Arte del Ringiovanimento e della Longevità, di Georges Ohsawa (recensione)
12 - Fiesta, di Ernest Hemingway (recensione)
13 - Uomini e Topi, di John Steinbeck (recensione)
14 - Sono Infelice e Mangio! Stop al Cibo come Compensazione Affettiva, di Luise Vincent (recensione nel mio scaffale aNoobi)
15 - La Campana di Vetro, di Sylvia Plath (recensione)
16 - Il Buio Oltre la Siepe, di Harper Lee
17 - Ce l'hai il paracadute? Guida pratica per chi cerca o vuole cambiare lavoro, di Richard Nelson Bolles (recensione)
18 - David Copperfield, di Charles Dickens (recensione)
19 - Ragazzo da Parete, di Stephen Chbosky (recensione)
20 - La Psicosomatica. Il Significato e il Senso della Malattia, di Cavallari, Ottolenghi, Frigoli
21 - La Fonte Meravigliosa, di Ayn Rand (recensione)
22 - I Peccati di Peyton Place, di Grace Metalious (recensione)
23 - Ritorno a Peyton Place, di Grace Metalious (recensione)
24 - 31 Canzoni, di Nick Hornby (recensione)
25 - I Sublimi Segreti delle Ya-Ya Sisters, di Rebecca Wells (recensione)
26 - La Valle delle Bambole, di Jaqueline Susann (recensione)
27 - Urlo & Kaddish, di Allen Ginsberg
28 - Chi ha Paura di Virginia Woolf?, di Edward Albee
29 - Morte di un Commesso Viaggiatore, di Arthur Miller
30 - I Miei Martedì Col Professore, di Mitch Albom
31 - Funziona! Il Famoso Piccolo Libro Rosso che fa Avverare i tuoi Sogni, di R.H. Jarrett (breve recensione nel mio scaffale aNoobi)
32 - È Facile Smettere di Preoccuparsi se sai Come Farlo, di Allen Carr (recensione)
33 - Joyland, di Stephen King (recensione)
34 - Gioco Crudele, di John Saul (recensione)
35 - I Figli della Palude, di John Saul
36 - Paura e Disgusto a Las Vegas, di Hunter S. Thompson (recensione)
37 - Il Mio Mondo è Qui, di Dorothy Parker (recensione)
38 - Me Parlare Bello un Giorno, di David Sedaris (recensione)
39 - Fiori per Algernon, di Daniel Keyes (recensione)
40 - Stà Zitto, Smettila di Lamentarti e Datti una Mossa, di Larry Winget
41 - Amore fra i Polli, di Pelham G. Wodehouse
42 - Il Laureato, di Charles Webb (recensione)
43 - Posso Farti Dimagrire, di Paul McKenna
44 - A Meno Che, di Carol Shields (recensione)
45 - I Segreti dell'Autostima, di Barbara Dobbs e Rosette Poletti
46 - Una Banda di Idioti, di John Kennedy Toole (recensione)
47 - Una Cosa Divertente che Non Farò Mai Più, di David Foster Wallace (recensione)
48 - Scarpe Slacciate e Altre Strane Malattie (breve recensione nel mio scaffale aNoobi)
49 - Shakespeare Scriveva per Soldi, di Nick Hornby (recensione)
50 - Colazione da Tiffany, di Truman Capote (recensione)
51 - Tutti Mi Danno Del Bastardo, di Nick Hornby (recensione)
52 - Un Italiano in America, di Beppe Severgnini (recensione)
53 - Giro di Vite, di Henry James
54 - La Casa dei Fantasmi, di Charles Dickens
55 - Mirtilli a Colazione, di Meg Mitchell Moore (recensione)
56 - Bridget Jones. Un Amore di Ragazzo, di Helen Fielding (recensione)
57 - Canto di Natale, di Charles Dickens





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Una Banda di Idioti, di John Kennedy Toole




"(...) mi accompagno soltanto con miei pari o nessun altro,
e siccome non ho pari, sono sempre solo."


"Quando viene al mondo un genio autentico, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui." Nelle parole di Jonathan Swift troviamo la base del romanzo.
Avete presente quelle storie in cui c'è un eroe, di solito bello o comunque piacevole, dai nobili valori e forti aspirazioni - che siano una carriera, l'amore di una donna, l'affermazione - che, sostenuto da qualche fedele amico e dal lettore appassionato, avanza faticosamente attraverso varie vicissitudini per poi trionfare alla fine, moralmente più ricco e interiormente cresciuto?
Ecco, scordatevelo: nel libro di John Kennedy Toole non succede niente di tutto questo.

Ignatius J. Reilly è un personaggio odioso

A Meno Che, di Carol Shields






 Da oggi in poi la vita le sembrerà ogni giorno meno somigliante alla vita.


Non conoscevo Carol Shields, ho scoperto solo dopo aver terminato il romanzo che ha vinto il premio Pulitzer con In cerca di Daisy, che sicuramente leggerò. Né sapevo che A meno che è stato l'ultimo romanzo che ha scritto prima di morire, all'età di 68 anni, per cancro al seno. Mi sono chiesta se una malattia così terribile e squisitamente femminile le abbia ispirato le riflessioni che hanno portato al concepimento di questo romanzo, una storia che parla di donne, della condizione delle donne e di donne che scrivono. Soprattutto di donne che scrivono. E' come se, giunta ormai alla fine del suo viaggio, la Shields abbia voluto togliersi un fastidioso sassolino dalla scarpa, raccontando al mondo quanto sia seccante essere considerata prima di tutto una donna, inteso in senso penalizzante, e poi una scrittrice. Esprime questa lamentela attraverso le lettere (immaginarie) che la sua protagonista, Reta, scrive ad una serie di personaggi "del settore" che parlano di autori influenti, e chissà come mai sembrano dimenticarsi sempre che esistono anche importanti autrici donne nella storia della letteratura.
Un comportamento del genere potrebbe suscitare commenti tipo "eh, ma che puntigliosa" (per usare termini gentili), ma Reta ha un motivo importante per cui si trova a fare queste considerazioni: sua figlia maggiore, 19 anni, un brillante futuro davanti, un ragazzo con cui stavano iniziando a costruire una vita, bella e intelligente, di punto in bianco molla tutto e preferisce trascorrere le sue giornate seduta su un marciapiede, mendicando, comunicando con il mondo solo attraverso un cartello bianco che tiene appeso al collo, un cartello su cui è scritta un'unica parola, Bontà.
Come reagire ad un simile evento? Come interpretarlo? Che cosa l'ha scatenato?
Reta e la sua famiglia, spiazzati, incapaci di comprendere, si attaccano

Il Laureato, di Charles Webb





 "Tutte le cose che ho fatto non sono niente. Tutte le onorificenze. Le cose che ho imparato. 
Tutt'a un tratto mi sembra che nessuna di esse abbia per me il minimo valore."


Non ho mai visto il film (ma rimedierò al più presto), e ne sono felice perché so che è un cult, avendolo visto prima di leggere il libro mi sarei di certo accostata al romanzo con determinate aspettative e conoscendo già lo svolgersi degli avvenimenti. Avrei quindi potuto pensare che il romanzo non mi piacesse a causa di queste premesse. Invece di aspettative non ne avevo (se non qualcosa di vago, del tipo "se il film è così famoso, probabilmente il libro sarà buono"), ed ero assolutamente vergine riguardo la storia (ok, tutti sanno la trama in generale - una storia tra un giovane laureato e una donna più grande e sposata, la famigerata signora Robinson - e ovviamente anch'io ne avevo un'idea, ma tanto questa "tresca" si rivela essere, con mia grande sorpresa, solo una minima parte del romanzo, diciamo solo il calcio d'inizio per gli avvenimenti successivi).

Ho odiato questo romanzo. Davvero. Sono pochi i romanzi che arrivo ad

Fiori per Algernon, di Daniel Keyes



 Più diventerai intelligente e più problemi avrai, Charlie


Ho aspettato troppo per scrivere il commento a questo libro, e come sempre mi succede se non sono fresca di lettura, è andata a finire che mi sono dimenticata le considerazioni che volevo fare.
Mi limiterò ad un paio di pensieri al volo.

Intanto, devo segnalare che ho nutrito un sentimento di amore/odio nei confronti del protagonista, Charlie. Come accade ai personaggi del libro, anch'io l'ho amato di più nella sua versione non intelligente, perché è dolce, dotato di grande bontà, umiltà, gentilezza e fiducia verso il prossimo. Inoltre, la sua spinta a migliorarsi, ad imparare, è commovente.
Il Charlie genio invece è antipatico, pomposo, freddo. Certo, se ne può dedurre facilmente che l'intelligenza da sola non fa di te una persona

Me Parlare Bello un Giorno, di David Sedaris


Odio i computer per tanti motivi, ma più di ogni altra cosa li disprezzo per quello che hanno fatto alla mia amica macchina da scrivere.


È il secondo libro che leggo di Sedaris (il primo è stato "Mi raccomando, tutti vestiti bene", molto tempo fa), ed è stato piacevole ritrovare la sua strampalata famiglia.

Sedaris, per chi non lo conosce, fondamentalmente narra episodi di vita vissuta, né più né meno. Ma non lo fa con pretese intellettuali o con aspirazioni di alta letteratura. Piuttosto, la sua narrazione è leggera e divertente, fortemente autoironica e assolutamente deliziosa. Per più di metà del libro mi sono ritrovata a ridere da sola a letto, sgomitando il mio moroso nel tentativo di

Paura e Disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson



In una società chiusa nella quale tuti sono colpevoli, l'unico vero crimine è farsi prendere.
In un mondo di ladri, l'unico peccato mortale è la stupidità.


Due sono i pensieri che mi sono subito balzati in testa alla fine di questo libro incredibile: uno, che avrei voluto conoscere Thompson e sballarmi un po' con lui; due, che mi dispiace parecchio di non aver vissuto la beat generation.
Questo libro è la cronaca di un viaggio a Las Vegas fatto nel 1971 da Hunter S. Thompson e dal suo avvocato, a bordo di una Chevrolet rossa prima, e di una Cadillac bianca poi, zeppi di ogni genere di sostanza stupefacente, con la scusa di scrivere due articoli (uno sulla Mint 400, l'altro sulla conferenza dei procuratori) ma soprattutto con il dichiarato intento di trovare il sogno americano.
Thompson, inventore del Gonzo Journalism, non è interessato a raccontarci come si svolgono i fatti passo passo, o meglio non solo: ci trascina dentro la sua mente, ci fa vivere gli eventi attraverso le sue percezioni distorte dalle droghe, ci rende partecipi.
Il libro è delirante

Il mio Mondo è qui, di Dorothy Parker




"Non c'è salvezza per i cuori teneri"



Ero molto curiosa di leggere qualcosa della Parker. Mi sono avvicinata a questa autrice, lo confesso, grazie ad una serie tv, Gilmore Girls. Gli autori di questa serie hanno fondato la casa di produzione "Dorothy Parker Drank Here" proprio per produrre questo telefilm, che si caratterizza per i dialoghi carichi di ironia, gli innumerevoli riferimenti culturali (sono citati più di 350 libri durante le 7 stagioni, dozzine di gruppi musicali e non so quanti film), e per le protagoniste, due figure femminili intelligenti, indipendenti, interessate al pensiero femminista, decise ad ottenere ciò che vogliono nella vita.
Mi sono chiesta allora chi fosse questa speciale donna, Dorothy Parker, tanto amata dagli autori da dedicarle addirittura la casa di produzione (inoltre, l'autrice è inclusa nella sfida "I libri di Rory", di cui parlo

La Valle delle Bambole, di Jaqueline Susann


"Se devi fare qualcosa, falla al cento per cento. Mai fare le cose a mezzo."


Mentre mi approssimavo alla fine del libro, ho iniziato a pensare a come l'avrei recensito. Perchè mi sono resa conto, quando ormai mi mancavano circa un centinaio di pagine alla conclusione, che questa storia non mi stava lasciando praticamente nulla se non qualche fredda considerazione su cosa si nasconde dietro il mondo patinato della celebrità. 

Durante la lettura, mi sono sopresa a guardare le attrici per tv e domandarmi

I Sublimi Segreti delle Ya-Ya Sisters, di Rebecca Wells




 "Se Dio si nasconde nei dettagli, forse anche noi facciamo altrettanto."



Su Anobii (QUI la mia libreria) ho dato 4 stelle al libro della Wells, ma non con troppa convinzione. Diciamo che ho dato 4 stelle alla storia, non al libro.
Le Ya-Ya, e Vivi Abbott in particolare, sono la parte bella del libro, i ricordi del passato. Il presente, Sidda e i suoi rimuginamenti invece sono la parte lagnosa del romanzo, la parte eccessivamente lunga, melensa, pesante, piena di descrizioni sentimentali del paesaggio, invocazioni alla Madonna, pensieri che dovrebbero essere poetici ma sono solo noiosi. Fosse dipeso da me, avrei asciugato questo romanzo di un centinaio di pagine, ma può essere che il mio giudizio sia stato condizionato negativamente dal mio stato di salute

31 Canzoni, di Nick Hornby




"Un paio di volte all'anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un'altra. Ma c'è sempre, e non vedo l'ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta."

Se Hornby scrivesse un libro in cui mi racconta le sue ricette preferite, o i suoi giochi di società preferiti, o i suoi mezzi di locomozione preferiti, probabilmente lo comprerei, lo leggerei tutto d'un fiato e mi piacerebbe pure. Il suo modo di scrivere ironico, divertente, coinvolgente, mi conquista sempre tanto da farmi venire voglia di citare tre quarti del libro e di andare in giro sventolandolo come una forsennata sotto il naso dei miei amici per far loro leggere certi passaggi particolarmente arguti o spassosi. In pratica, Hornby ha la capacità di farmi venire una cotta per lui ogni

I Peccati di Peyton Place di Grace Metalious



"Se ogni uomo (...) smettesse di accusare e di odiare gli altri per i propri fallimenti e per i propri errori, al mondo non esisterebbe più il male, dalla guerra alla maldicenza."


Non so cosa mi aspettassi esattamente prima di cominciare a leggere questo libro, ma di certo non pensavo di esserne letteralmente rapita fin dai primi capitoli. Da una casalinga americana nata nel 1924, non mi aspettavo di certo un tale vivido linguaggio, e descrizioni così moderne. E a quanto pare non se lo aspettavano nemmeno i suoi contemporanei, incuriositi e scandalizzati dalle scene di sesso e dai peccati di provincia così chiaramente raccontati nel romanzo della Metalious.
Il libro fece scandalo, e diventò in breve il primo vero best-seller internazionale. Mi posso facilmente immaginare le signore che lo condannavano pubblicamente ma poi lo leggevano di nascosto,

La Fonte Meravigliosa di Ayn Rand




"Io sono qui per dire che non riconosco il diritto di nessuna persona su un singolo minuto della mia vita, né su una sola particella della mia energia."


Non posso dire che il libro della Rand mi abbia lasciata indifferente. Al contrario, sebbene non condivida la sua visione politico/social/filosofica (documentandomi durante la lettura, ho scoperto che Ayn Rand è la fondatrice sell'Oggettivismo, una corrente filosofica che plaude l'individualismo e condanna il socialismo. Diciamo che si tratta di un ramo un po' "di nicchia", perché non è quasi per niente conosciuta da noi, e vabbè, ma anche in patria - acquisita, dato che la scrittrice è russa di origine, e si è trasferita negli USA da ragazzina - è molto poco studiata. Tuttavia, La Fonte Meravigliosa ha avuto un grande successo ed è considerato tra i più importanti classici moderni della letteratura americana), e sebbene non mi interessi praticamente per niente di architettura, la storia mi ha comunque coinvolta e mi sono ritrovata a scorrere abbastanza velocemente le quasi 700 pagine del romanzo liberamente ispirato alla vita di Frank Lloyd Wright, celebre architetto che tra i massimi esponenti dell'architettura cosiddetta "organica", e che tutti conoscono per aver progettato il Guggenheim

Ragazzo da Parete, di Stephen Chbosky




"Tu sei strano, lo sai? Lo sei sempre stato. Lo dicono tutti, fin da quando eri piccolo."
"Sto cercando di non esserlo."
 

Bello, bello, bello.

L'idea originale era di farmi almeno un giorno di stacco, dopo aver finito David Copperfield, prima di mettermi a leggere un altro romanzo, che avevo già deciso essere il libro di Chbosky, perché la trama mi incuriosiva molto (e anche il titolo, sebbene in italiano non renda: perchè almeno non l'hanno intitolato Ragazzo Tappezzeria?).
Volevo quindi prendermi una pausa tra un libro e l'altro, ma poi ieri mattina avevo il Kindle in mano, e ho deciso di leggere le prime righe per farmi un'idea. È andata a finire che l'ho divorato, e adesso che l'ho finito mi dispiace, perché Charlie, il protagonista di questo romanzo epistolare, mi mancherà.
Charlie mi è risultato immediatamente simpatico per due motivi: l'età e i gusti letterari.

David Copperfield, di Charles Dickens



 "Diranno queste pagine se nella mia vita sarò io il protagonista, 
o se tale posto d'onore debba toccare ad altri"


La prima considerazione che posso fare, dopo aver detto addio ai meravigliosi personaggi di questa bellissima storia, è che è un peccato che non abbia letto David Copperfield quando ero ancora in età scolare, a 13-14 anni. Mi avrebbe appassionata tantissimo, credo anche più di quanto non abbia fatto leggendolo ora, con più di 20 anni di ritardo, e di sicuro mi sarei accostata alle avventure del giovane Copperfield nel modo più corretto, dato che è chiaramente un romanzo per ragazzi, nonostante le sue 800 e passa pagine fitte fitte.

La narrazione è semplicemente deliziosa, Dickens non amava i paroloni e il linguaggio che dice tanto senza però dire nulla. Preferisce, per così dire, la sostanza, e questo rende il suo modo di scrivere estremamente piacevole e moderno: 
"Si discorre intorno alla tirannia delle parole, ma ci piace anche farla da tiranni nei loro confronti; troviamo infatti molto gradevole possedere una grande riserva di parole superflue a cui attingere nelle varie occasioni; pensiamo sia importante e produca piacere all'orecchio. E come non ci interessa di approfondire il significato delle nostre pompe nelle occasioni solenni, purché siano abbastanza belle e abbondanti, diamo  un'importanza secondaria al significato o all'utilità delle parole di cui ci serviamo, purché formino grandiosi cortei. E come i singoli incorrono nei guai facendo eccessivo sfogo delle ricchezze, o come gli schiavi troppo numerosi possono finire per ribellarsi ai loro padroni, così credo che potrei fare il nome di un paese che si è trovato molte volte in difficoltà, e incorrerà in altre difficoltà ancor più numerose per voler mantenere un patrimonio eccessivamente vasto di parole."

La prima parte, quella intrisa di forte sofferenza, rapisce il lettore per trascinarlo nel lato oscuro della storia inglese (ma non sono poi forse temi sempre attuali?): il patrigno spregevole e

Ce l'hai il paracadute?, di Richard Nelson Bolles




"E' bene dire che tu, come ogni altra persona impegnata in un'attività professionale, puoi sbocciare e fiorire svolgendo un determinato lavoro o, al contrario, appassire facendone un altro."


Premetto che l'edizione che ho acquistato di questo libro è molto vecchia (del 1992), e confesso di averla preferita ad una più recente (2008) unicamente per una questione di costo (4 euro per l'edizione vecchia, dai 15 ai 23 euro -a seconda della fonte di acquisto- per quella nuova), dato che non vedevo l'utilità di spendere così tanti soldi in più per avere poi un'edizione contenente comunque dati non più validi, visto che la crisi lavorativa che imperversa nel nostro Paese negli ultimi anni ha resto obsoleto qualsiasi dato che non sia relativo al massimo all'ultimo anno.
Ovviamente, questa edizione presenta parecchi limiti, soprattutto

La Campana di Vetro, di Sylvia Plath




"Per la persona che è sotto la campana di vetro, vuota, e che è bloccata là dentro come un bimbo morto, il mondo è in sé un brutto sogno."


Meraviglioso e terribile, angosciante e poetico. 

Sapere poi che la storia è in larga parte autobiografica e che la Plath si suicidò un mese dopo la pubblicazione del suo unico, splendido, romanzo, dona alla lettura tutta un'altra profondità, e alla fine, sarà forse perché il periodo in cui ho letto questo romanzo è forse il più azzeccato per farmelo "sentire" davvero, ho lasciato Esther controvoglia, come se abbandonassi un'amica al suo infelice destino di donna con una mente così acuta e anticonformista da non riuscire a trovare il suo posto del mondo. O meglio, da non poter accettare il posto che il mondo le ha riservato. 

Ho amato

Uomini e Topi, di John Steinbeck




 "Noi invece è diverso! E perché? Perché... perché ci sei tu che pensi a me e ci sono io che penso a te, ecco perché."



Sapevo già come andava a finire (impossibile non sapere il finale di un romanzo in cui uno dei protagonisti, Lennie, si chiama come me), eppure sono qui che piango lo stesso, perché la storia mi ha travolto.
La storia è intrisa di tristezza fin dalle prime pagine, lo sconforto, il senso di sconfitta del periodo successivo alla Grande Depressione, lo scoramento di chi non ha futuro, non ha un posto dove vivere, non ha null'altro che se stesso. Per i braccianti, che si muovono di ranch in ranch in cerca di un tetto sopra la testa, un pasto caldo e una paga a giornata, non ci sono prospettive, non c'è niente che li renda diversi da un bue o da un carro: sono intercambiabili, utili solo finchè possono lavorare, e nessuno pensa a loro. Ma per George e Lennie non è così, perchè "Per noi è diverso. Noi abbiamo

Fiesta, di Ernest Hemingway




"La fiesta era proprio cominciata. Sarebbe durata, giorno e notte, per una settimana. Sarebbero continuate le danze, sarebbe continuato il bere, non sarebbe cessato il rumore. Le cose che accaddero potevano accadere solo durante una fiesta. Alla fine tutto divenne irreale e sembrava che niente potesse avere conseguenze. Sembrava fuori luogo pensare alle conseguenze durante la fiesta. Per tutta la sua durata, avevi la sensazione, anche nei momenti di silenzio, di dover sempre urlare per farti udire. Era la stessa sensazione che provi durante un combattimento. Era una fiesta, e durò sette giorni."



Per anni sono sempre stata affascinata dall'idea di Hemingway, un concetto tutto mio difficile da spiegare. Titoli come Il vecchio e il mare e Per chi suona la campana mi hanno sempre incusso una specie di timore reverenziale (un po' come il Moby Dick di Melville, l'Ulysse di Joyce e Grandi Speranze di Dickens). Sono quei libri di cui ho sempre sentito parlare in toni ammirati, ma che poi per un qualche motivo avevo paura di affrontare, paura di non riuscire a capirli od apprezzarli, paura di ritrovarmi a pensare che dei capisaldi della letteratura sono in realtà dei mattoni indigeribili o delle montagne insormontabili, troppo dure da scalare.
Ma ultimamente ho preso la decisione di cercare di recuperare tutti quei grandi classici moderni, tutti quegli autori che per pura pigrizia (o, appunto, per un qualche ingiustificato timore) ho finora lasciato in un limbo, in attesa della giusta ispirazione che, a quanto pare, finalmente è arrivata (ringraziamo il cielo). Per dirla con Hornby, "a mano a mano che invecchio, sento sempre di più il peso della mia ignoranza".

I libri di Rory Gilmore


In questo periodo sto riguardando (aggiungerei: per l'ennesima volta) tutte le stagioni di Una mamma per amica (Gilmore Girls). Lo stanno dando su Sky (ormai sono alla fine della sesta stagione) e, anche se ho tutti i dvd originali, non resisto dal seguire sempre con la stessa passione le avventure delle ragazze Gilmore.
La bellezza della serie è dovuta, oltre alla splendida ambientazione (in un'altra vita, spero di nascere a Stars Hollow), ai dialoghi frizzanti e alle tonnellate di riferimenti culturali che li caratterizzano.
Rory Gilmore, si sa, è una lettrice famelica, e ogni volta che metto un libro in borsa (cioè sempre quando esco, e ringrazio al Kindle per avermi semplificato le cose) penso sempre a Rory che si porta sempre un libro ovunque vada (anche se per la serata romantica dell'anniversario dei tre mesi con Dean si mette in borsa il New Yorker - che è comunque una rivista letteraria), e ogni volta che mangio da qualche parte da sola con il mio bel libro (o Kindle) in mano, ho chiara in mente l'immagine di lei in mensa con le cuffie nelle orecchie e un libro davanti al naso.

(sono stata a tanto così dal comprare questo libro, che mi è capitato in mano alla libreria dell'usato sabato... ma ne avevo già comprati altri 5 e sono un po' a corto di soldi... ma è stata dura rimetterlo giù)
Avendo letto da poco Nick Hornby (a proposito del New Yorker), e con in più lo stimolo della serie TV, ho deciso di lanciarmi nell'impresa di recuperare molti classici moderni che per pigrizia (o per altre distrazioni letterarie) non ho mai letto.

Insomma, ho deciso di seguire i consigli di lettura di Rory Gilmore. Gironzolando per la rete alla ricerca di un elenco di "libri di Rory", ho scoperto che non sono (ovviamente) l'unica pazza ad aver espresso questo tipo di desiderio, e ci sono un sacco di bloggers di tutto il mondo che si sono cimentati nell'impresa.
Oggi ho scoperto anche un gruppo su aNobii, a cui ho immediatamente aderito, che si chiama proprio I Libri di Rory. La lista dei libri reperibili in italiano si trova QUI

Questi sono quelli della lista che finora ho letto:

1) 1984 di George Orwell
2) Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll
3) Il diario di Anna Frank di Anna Frank
4) Carrie di Stephen King
5) Il giovane Holden di J. D. Salinger
6) Christine. La macchina infernale di Stephen King
7) Canto di Natale di Charles Dickens
8) Cujo di Stephen King
9) Il codice Da Vinci di Dan Brown
10) Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer
11) Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
12) La compagnia dell’anello di J. R. R. Tolkien
13) Le cinque persone che incontri in cielo di Mitch Albom
14) Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald
15) Harry Potter e il calice di fuoco di J. K. Rowling
16) Harry Potter e la pietra filosofale di J. K. Rowling
17) Alta fedeltà di Nick Hornby
18) La piccola fiammiferaia di Hans Christian Andersen
19) Piccole donne di Louisa May Alcott
20) Il signore delle mosche di William Golding
21) Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare
22) La metamorfosi di Franz Kafka
23) Taccuino di un vecchio sporcaccione di Charles Bukowski
24) Sulla strada di Jack Kerouac
25) Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
26) Pinocchio di Carlo Collodi
27) Una vita da lettore di Nick Hornby
28) Il corvo di Edgar Allan Poe
29) Il ritorno del re di J. R. R. Tolkien
30) Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank (racconto contenuto in Stagioni diverse) di Stephen King
31) Rosemary’s Baby di Ira Levin
32) Shining di Stephen King
33) Siddhartha di Hermann Hesse
34) Biancaneve e i sette nani di F.lli Grimm
35) Il meraviglioso mago di OZ di Frank L. Baum

Non ho inserito tutti quelli di cui ho letto brani sparsi a scuola (tipo Dante, Shakespeare, etc - "Le allegri comari di Windsor" fa eccezione, perchè l'ho dovuto comprare e leggere come punizione perchè non ero stata attenta in classe durante la proiezione della commedia), o quelli che ho letto talmente tanto tempo fa da non ricordarmi quasi nemmeno di cosa parlano (tipo il Candido o Madame Bovary), lasciando quindi solo quelli che ho letto consapevolmente e per scelta, di cui conservo un qualche ricordo.

La sfida non ha una data di scadenza, è una cosa che si fa per se stessi, per cui di certo non leggerò solo libri della lista e non cercherò di leggerli il più in fretta possibile. Ma quando leggerò un libro della lista, contrassegnerò il post con il tag "I libri di Rory", e aggiornerò la lista in questo post.
 
Aggiornamenti dopo aver finito il post:
36) Fiesta di Ernest Hemingway (finito il 14/02/2013)
37) Uomini e Topi di John Steinbeck (finito il 15/02/2013)
38) La Campana di Vetro di Sylvia Plath (finito il 19/02/2013)
39) Il Buio oltre la Siepe di Harper Lee (finito il 20/02/2013)
40) Ce l'hai il paracadute? Guida pratica per chi cerca o vuole cambiare lavoro (finito il 26/02/2013)
41) David Copperfield di Charles Dickens (finito il 8/03/2013)
42) Ragazzo da Parete di Stephen Chbosky (finito il 11/03/2013)
43) La Fonte Meravigliosa di Ayn Rand (finito il 26/03/2013) 
44) I Peccati di Peyton Place di Grace Metalious (finito il 01/04/2013) 
45) 31 Canzoni di Nick Hornby (finito il 07/04/2013)
46) I Sublimi Segreti delle Ya-Ya Sisters  di Rebecca Wells (finito il 14/04/2013) 
47) La Valle delle Bambole di Jacqueline Susann (finito il 24/04/2013) 
48) Urlo & Kaddish di Allen Ginsberg (finito il 24/04/2013)
49) Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee (finito il 26/04/2013) 
50) Morte di un Commesso Viaggiatore di Arthur Miller (finito il 01/05/2013)
51) I miei Martedì col Professore di Mitch Albom (finito il 02/05/2013) 
52) Paura e Disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson (finito il 05/08/2013) 
53) Il mio Mondo è qui di Dorothy Parker (finito il 05/08/2013)
54) Me Parlare Bello un Giorno di David Sedaris (finito il 15/08/2013) 
55) Fiori per Algernon di Daniel Keyes (finito il 22/08/2013)
56) Il Laureato di Charles Webb (finito il 03/09/2013)
57) A Meno Che di Carol Shields (finito il 11/09/2013) 
58) Una Banda di Idioti di John Kennedy Toole (finito il 06/11/2013)



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