Addio all'Estate, di Ray Bradbury



"Ci pensi mai, alla Terra che gira a quarantacinquemila chilometri al secondo o giù di lì? Potrebbe scaraventarti nel vuoto, se chiudessi gli occhi e dimenticassi di reggerti."

 Da vera tonta, ho scoperto che "Addio all'Estate" è il seguito (o la conclusione) di "L'estate incantata", che ovviamente non ho mai letto -anzi, non ancora- solo alla fine del romanzo, leggendo la postilla di Bradbury che ne spiega la genesi, per cui non posso apprezzarlo nel complesso per com'è stato ideato, ma solo come romanzo a sé stante.

Il tema del romanzo è il senso della vita, la paura di crescere e di invecchiare, di perdere la freschezza della giovinezza e ridursi ad un guscio vuoto e avvizzito.

Revolutionary Road, di Richard Yates



"Il complesso residenziale di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia. Anche di notte, come di proposito, le sue costruzioni non presentavano ombre confuse né sagome spettrali. "


Anni fa ho avuto il piacere di vedere il film con Di Caprio e la Winslet. Anzi, diciamo che causa varie vicissitudini ho potuto vedere solo il secondo tempo, e per quanto mi sia ripromessa di recuperare anche la prima metà, alla fine non è mai capitato (la colpa è del fatto che già sapevo come andava a finire, e non essendo proprio una conclusione allegrissima ho sempre dato la precedenza ad altro). Ma quel poco che ho visto mi è piaciuto molto (Di Caprio, tra l'altro, è uno dei miei attori preferiti e amo praticamente tutti i suoi film - con Buon Compleanno Mr. Grape, ere fa, l'ho classificato come ottimo attore, e non ho mai cambiato idea).
Ma chissà perchè non mi era mai venuto in mente che potesse essere stato tratto da un romanzo, addirittura da uno che è stato giudicato tra i 100 best English language novels del XX secolo dal Time, l'omonimo Revolutionary Road di Richard Yates. Poco tempo fa la mancanza è stata portata alla mia attenzione, e ho rimediato. E ho fatto proprio bene.

Un tuffo negli anni '80




Quando non sono impegnata in altri modi, il venerdì sera per me è la serata filmetti & popcorn (o patatine, a seconda di cos'ho sotto mano).  Sono a casa da sola e mi posso spaparanzare sul divano a guardarmi commedie romantiche, filmetti leggeri ma anche film scovati per caso.

L'altra sera ho fatto un vero e proprio tuffo negli anni '80 con un paio di classici di John Hughes, The Breakfast Club e Bella in Rosa (Pretty in Pink).

Mi sono innamorata perdutamente di Alexander Jansson



Ringrazio una vecchia amica che mi ha linkato una delle sue opere, certa che mi sarebbe piaciuta. Non mi è solo piaciuta, mi sono innamorata delle sue tinte fosche, della sua arte gotica e fiabesca, delle opere a metà tra la fiaba e l'incubo.
Quando sarò ricca e famosa, gli chiederò di farmi la copertina di un libro ;)

Lo Zen nell'Arte della Scrittura, di Ray Bradbury



Una breve raccolta di pensieri di Bradbury, perlopiù autobiografici ma ricchi anche di suggerimenti per chi scrive o vorrebbe farlo. Una lettura essenziale per chi ama gli scritti dell'autore, per conoscere meglio lui e la genesi dei suoi racconti.

Non Buttiamoci Giù, di Nick Hornby




In tre parole: bellissimo, coinvolgente, vero. 

Ho letto altri due libri di Hornby - Alta Fedeltà (che ho amato immensamente) e Una vita da lettore (che mi ha trasmesso con chiarezza l'amore di Hornby per la letteratura di ogni genere, la sua grande competenza in materia, e la voglia di leggere e leggere in ogni momento del giorno e della notte) -  e avevo già chiaro come si trattasse di certo un autore che mi piaceva molto. Ma con questo romanzo l'ho promosso seduta stante tra i miei preferiti, nel mio Olimpo personale.

Rosmary's Baby, di Ira Levin




Il libro mi è capitato in mano risistemando la libreria (che si può tradurre anche in: cercando di fare spazio per tutti i libri sparsi in ogni angolo della casa), e mi sono resa conto che pur avendolo da anni, non lo avevo mai letto, così come non ho mai visto il celebre film di Polanski, che pare sia un capolavoro del genere.
Ho avuto però modo di conoscere e apprezzare moltissimo altre opere di Levin, come La Fabbrica delle Mogli e I Ragazzi Venuti dal Brasile.

Tremate, tremate, i Muse son tornati


Avrei tipo nove milioni di cose da scrivere sugli ultimi mesi (tipo che adesso sto scrivendo dal mio appartamento a Londra, dove sto vivendo da un mese e mezzo), ma non trovo mai la voglia di mettere insieme un post.
Non ho scritto niente per i concerti dei Kasabian a Roma e Padova, non ho scritto niente per la session acustica di Noel Gallagher a Milano, non ho scritto niente per la Convention di Supernatural a Roma, non ho scritto niente per il trasferimento a Londra, nè per le varie altre vicissitudini che mi sono capitate in questi mesi... ma oggi è uscito il nuovo singolo dei Muse, anticipazione dell'album che uscirà a settembre nonchè brano ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012, ed eccomi qui ^_^

Eccolo: Survival (con Prelude)



Ok, sono al terzo ascolto, purtroppo ho una cuffia sola per cui non riesco a spararmela a tutto volume nel cervello come vorrei.