Paura e Disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson



In una società chiusa nella quale tuti sono colpevoli, l'unico vero crimine è farsi prendere.
In un mondo di ladri, l'unico peccato mortale è la stupidità.


Due sono i pensieri che mi sono subito balzati in testa alla fine di questo libro incredibile: uno, che avrei voluto conoscere Thompson e sballarmi un po' con lui; due, che mi dispiace parecchio di non aver vissuto la beat generation.
Questo libro è la cronaca di un viaggio a Las Vegas fatto nel 1971 da Hunter S. Thompson e dal suo avvocato, a bordo di una Chevrolet rossa prima, e di una Cadillac bianca poi, zeppi di ogni genere di sostanza stupefacente, con la scusa di scrivere due articoli (uno sulla Mint 400, l'altro sulla conferenza dei procuratori) ma soprattutto con il dichiarato intento di trovare il sogno americano.
Thompson, inventore del Gonzo Journalism, non è interessato a raccontarci come si svolgono i fatti passo passo, o meglio non solo: ci trascina dentro la sua mente, ci fa vivere gli eventi attraverso le sue percezioni distorte dalle droghe, ci rende partecipi.
Il libro è delirante

Il mio Mondo è qui, di Dorothy Parker




"Non c'è salvezza per i cuori teneri"



Ero molto curiosa di leggere qualcosa della Parker. Mi sono avvicinata a questa autrice, lo confesso, grazie ad una serie tv, Gilmore Girls. Gli autori di questa serie hanno fondato la casa di produzione "Dorothy Parker Drank Here" proprio per produrre questo telefilm, che si caratterizza per i dialoghi carichi di ironia, gli innumerevoli riferimenti culturali (sono citati più di 350 libri durante le 7 stagioni, dozzine di gruppi musicali e non so quanti film), e per le protagoniste, due figure femminili intelligenti, indipendenti, interessate al pensiero femminista, decise ad ottenere ciò che vogliono nella vita.
Mi sono chiesta allora chi fosse questa speciale donna, Dorothy Parker, tanto amata dagli autori da dedicarle addirittura la casa di produzione (inoltre, l'autrice è inclusa nella sfida "I libri di Rory", di cui parlo

Gioco Crudele di John Saul




Raccapricciante, con un finale aperto e completamente privo di happy ending. 
Avevo già letto I Misteri di Blackstone anni fa, e mi era piaciuto molto, perciò dato che ero in cerca di una qualche storia horror (le calde notti estive mi fanno venire voglia di un po' di brividi) ho deciso di leggere qualcos'altro di Saul. 

Gioco Crudele mi ha angosciata, disgustata, e in generale tenuta incollata alle pagine, il che sicuramente è un gran punto a suo favore. Le mia perplessità maggiori riguardano la traduzione, che in certi momenti pare essere stata fatta con i piedi, e, in alcune parti, la verosimiglianza. Trovo infatti duro accettare che un padre possa picchiare quasi a morte la figlia e quasi stuprarla, e poi vabbè, la figlia diventa quasi catatonica (e ci sta), mentre il padre continua la sua vita nella comunità e in famiglia (e tutti sanno cos'è accaduto) senza problemi di sorta, così come trovo difficile che la moglie continui ad amarlo e cercarlo (e la moglie è normale, non uno di quei casi patologici di vittime). Così come trovo difficile accettare la reazione dei vari genitori dopo che i loro figli sono scomparsi. Cioè, una che ha già perduto il marito in un incidente, quando scompare la figlia non va tranquillamente a lavorare, dai... E mi perplime il fatto che, dopo che si sono accorti che Sarah sgattaiola fuori di nascosto, nessuno si preoccupi di fare una maggiore guardia. E poi: cos'è successo veramente alla prima bambina scomparsa e poi riapparsa? La faccenda rimane un mistero, e in un romanzo faccende come queste non dovrebbero rimanere un mistero... 
Comunque, piacevole lettura senza pretese per stomaci non troppo sensibili. 

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Joyland di Stephen King




Carino, veloce, molto estivo. Quando ho letto che l'ambientazione era in un parco dei divertimenti, avevo sperato in qualcosa di più horror, invece è un romanzo molto soft, quasi nostalgico, più incentrato sui sentimenti che sul l'azione vera e propria. Mi è piaciuta molto la "parlata", anche se sicuramente risentirà della traduzione (come altre battute di cui, in italiano, viene perso completamente il senso...), e sarebbe interessante leggerla in originale.
Ho letto tutto quello che ha scritto King, sono sua grandissima fan da ormai più di 20 anni (23, per l'esattezza), e non posso dire che sia uno dei suoi libri migliori, non ci va nemmeno vicino, ma di sicuro è uno di quelli più "freschi". 

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La Valle delle Bambole, di Jaqueline Susann


"Se devi fare qualcosa, falla al cento per cento. Mai fare le cose a mezzo."


Mentre mi approssimavo alla fine del libro, ho iniziato a pensare a come l'avrei recensito. Perchè mi sono resa conto, quando ormai mi mancavano circa un centinaio di pagine alla conclusione, che questa storia non mi stava lasciando praticamente nulla se non qualche fredda considerazione su cosa si nasconde dietro il mondo patinato della celebrità. 

Durante la lettura, mi sono sopresa a guardare le attrici per tv e domandarmi

I Sublimi Segreti delle Ya-Ya Sisters, di Rebecca Wells




 "Se Dio si nasconde nei dettagli, forse anche noi facciamo altrettanto."



Su Anobii (QUI la mia libreria) ho dato 4 stelle al libro della Wells, ma non con troppa convinzione. Diciamo che ho dato 4 stelle alla storia, non al libro.
Le Ya-Ya, e Vivi Abbott in particolare, sono la parte bella del libro, i ricordi del passato. Il presente, Sidda e i suoi rimuginamenti invece sono la parte lagnosa del romanzo, la parte eccessivamente lunga, melensa, pesante, piena di descrizioni sentimentali del paesaggio, invocazioni alla Madonna, pensieri che dovrebbero essere poetici ma sono solo noiosi. Fosse dipeso da me, avrei asciugato questo romanzo di un centinaio di pagine, ma può essere che il mio giudizio sia stato condizionato negativamente dal mio stato di salute

31 Canzoni, di Nick Hornby




"Un paio di volte all'anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un'altra. Ma c'è sempre, e non vedo l'ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta."

Se Hornby scrivesse un libro in cui mi racconta le sue ricette preferite, o i suoi giochi di società preferiti, o i suoi mezzi di locomozione preferiti, probabilmente lo comprerei, lo leggerei tutto d'un fiato e mi piacerebbe pure. Il suo modo di scrivere ironico, divertente, coinvolgente, mi conquista sempre tanto da farmi venire voglia di citare tre quarti del libro e di andare in giro sventolandolo come una forsennata sotto il naso dei miei amici per far loro leggere certi passaggi particolarmente arguti o spassosi. In pratica, Hornby ha la capacità di farmi venire una cotta per lui ogni

Ritorno a Peyton Place, di Grace Metalious




"Da bambina, pensavate di non essere bella. Eravate quella strana, che non si adattava a nessun gruppo e detestava tutti quelli che vi si adattavano e, senza neanche rendervene conto, avete incominciato a pensare, più o meno, lo farò vedere io a tutti, e così è stato."


Il seguito de I peccati di Peyton Place (di cui parlo in questo post) è estremamente diverso dal best seller che ha reso celebre Grace Metalious nel mondo (dopo averlo scandalizzato). È diverso sia il modo di scrivere, che il linguaggio, che il tipo di storia.
Se il primo romanzo raccontava la vita, pubblica e privata, di diversi abitanti di una piccola città, qui la Metalious si concentra su Allison MacKenzie, che verosimilmente è il suo alter ego letterario. Allison scrive un romanzo, dal titolo

I Peccati di Peyton Place di Grace Metalious



"Se ogni uomo (...) smettesse di accusare e di odiare gli altri per i propri fallimenti e per i propri errori, al mondo non esisterebbe più il male, dalla guerra alla maldicenza."


Non so cosa mi aspettassi esattamente prima di cominciare a leggere questo libro, ma di certo non pensavo di esserne letteralmente rapita fin dai primi capitoli. Da una casalinga americana nata nel 1924, non mi aspettavo di certo un tale vivido linguaggio, e descrizioni così moderne. E a quanto pare non se lo aspettavano nemmeno i suoi contemporanei, incuriositi e scandalizzati dalle scene di sesso e dai peccati di provincia così chiaramente raccontati nel romanzo della Metalious.
Il libro fece scandalo, e diventò in breve il primo vero best-seller internazionale. Mi posso facilmente immaginare le signore che lo condannavano pubblicamente ma poi lo leggevano di nascosto,