Si dice che una madre non perda mai davvero i propri figli. Perde
le figlie, perché si lasciano assorbire dalla casa di un altro uomo,
dalla nuova famiglia, ma i figli restano sempre fedeli alla madre. Si
dice che ogni donna dovrebbe avere almeno un figlio maschio proprio per
questo motivo.
Alla fine del libro sono andata a cercarmi il titolo originale, perché
davvero Mirtilli a colazione (titolo molto da romanzo rosa,
evidentemente si puntava a quel genere di pubblico) non ci azzecca
minimamente, come spesso accade con gli adattamenti italioti, e infatti
il titolo in inglese The Arrivals è molto più significativo e
appropriato.
Avevo adocchiato questo romanzo durante uno dei miei
tour fotografici in libreria (ossia quando non ho soldi da spendere, ma
voglio andare in libreria lo stesso, e non potendo comprare i libri che
mi attirano mi limito a fotografare con il cellulare le copertine e a
salvarmi poi le foto tipo appunto mentale in una cartella apposita, che
vado poi a spulciare nel momento in cui posso finalmente spendere di
nuovo).
Mi aveva attirato la copertina, ma soprattutto era stata la trama ad incuriosirmi. Sembrava un romanzo brioso, vivace, che alternava momenti divertenti ad altri di riflessione. Invece no. Non dico che sia brutto, è che è un po' noioso. L'aspetto interessante è questa Parenthood (la serie tv)
Mi aveva attirato la copertina, ma soprattutto era stata la trama ad incuriosirmi. Sembrava un romanzo brioso, vivace, che alternava momenti divertenti ad altri di riflessione. Invece no. Non dico che sia brutto, è che è un po' noioso. L'aspetto interessante è questa Parenthood (la serie tv)







