Occulto

Non volevo più avere niente a che fare con questa roba, mi è bastata e avanzata la mia adolescenza, ma adesso mi ritrovo di nuovo a pensarci, a fare ricerche, a leggere... perchè non riesco a zittire la mia dannata curiosità? Non mi basta quello che ho sperimentato?
Faccio già incubi ogni notte... e ho ripreso in considerazione alcune cose che preferivo ignorare, rimesso in relazione eventi che avrei preferito non collegare. Coincidenze? Non lo so, non ho mai creduto alle coincidenze.
A mettere insieme le cose, mi prenderei per pazza da sola. Non lo so... magari riesco a mettere a nanna di nuovo la mia sete di sapere/vedere/provare/fare. Di sicuro ci proverò.

Lo so, ho parlato in sanscrito in questo post, è incomprensibile, ma passatemelo come uno sfogo, perchè in effetti di questo si tratta.

Room 401

Mi ricordo di averne vista qualche puntata su MTV all'epoca, e mi ricordo anche che faceva un pò scago (non lui... bè, anche lui fa paura, ma per altri motivi :P ).
Comunque,
QUI si trovano tutte le puntate, però in inglese, logicamente, perchè non ho trovato quelle che sono andate in italia (mi pare fossero sottotitolate, boh, è passato del tempo)

Non ti fermare, Figlio Ribelle

Non ti fermare, figlio ribelle
ci sarà pace alla fine
Posa la tua testa stanca e falla riposare
non piangere più

Un tempo io mi alzavo sopra al rumore e alla confusione
solo per gettare un'occhiata oltre a questa illusione
Mi libravo anche più su
ma volavo troppo alto

Benchè i miei occhi potessero vedere
continuavo ad essere cieco
Benchè la mia mente potesse pensare
ero ancora un pazzo
Sento le voci mentre dormo
le sento dire

Non ti fermare, figlio ribelle
ci sarà pace alla fine
Posa la tua testa stanca e falla riposare
non piangere più

Mascherato come se avessi un motivo
La mia esibizione è l'evento dell'anno
e se dichiaro di essere un uomo saggio
significa che non so nulla

In un mare tempestoso di toccanti emozioni
sballottato in giro, sono come una barca nell'oceano
Stabilisco una rotta per i venti della fortuna
Ma sento le voci che dicono

Non ti fermare, figlio ribelle
ci sarà pace alla fine
Posa la tua testa stanca e falla riposare
non piangere più
No

(Non ti fermare)
Ti dovrai sempre ricordare
(non ti fermare)
nulla eguaglia lo splendore
Il centro illumina tutt'intorno la ta
ora la tua vita non è più vuota
Di certo il paradiso ti aspetta

Non ti fermare, figlio ribelle
ci sarà pace alla fine
posa la tua testa stanca e falla riposare
non piangere più*

(Perdonatemi se ho messo prima la traduzione, ma questa canzone è così meravigliosa che va apprezzata fino in fondo anche da noi italioti )
* Traduzione di D'Artagnan


Carry On My Wayward Son
Kansas - 1976, Leftoverture

Carry on my wayward son

There'll be peace when you are done

Lay your weary head to rest

Don't you cry no more


Once I rose above the noise and confusion

Just to get a glimpse beyond this illusion

I was soaring ever higher

But I flew too high


Though my eyes could see

I still was a blind man

Though my mind could think

I still was a mad man

I hear the voices when I'm dreaming

I can hear them say


Carry on my wayward son

There'll be peace when you are done

Lay your weary head to rest

Don't you cry no more


Masquerading as a man with a reason

My charade is the event of the season

And if I claim to be a wise man, well

It surely means that I don't know


On a stormy sea of moving emotion

Tossed about I'm like a ship on the ocean

I set a course for winds of fortune

But I hear the voices say


Carry on my wayward son

There'll be peace when you are done

Lay your weary head to rest

Don't you cry

No


(Carry on)

You will always remember

(Carry on)

Nothing equals the splendor

But surely heaven waits for you


Carry on my wayward son

There'll be peace when you are done

Lay your weary head to rest

La conosco e la amo da anni (la so anche suonare a Guitar Hero :P ), sapere che è stata scelta per rappresentare una delle serie televisive che più mi è entrata nel cuore e nella testa è una cosa che apprezzo davvero (da Wiki: Carry On Wayward Son has been used to promote the television show Supernatural, and was used in the opening moments of "Salvation" (Season 1, Episode 21), "All Hell Breaks Loose, Part 2" (Season 2, Episode 22), "No Rest For the Wicked" (Season 3, Episode 16), and "Lucifer Rising" (Season 4, Episode 22) when they recap the story so far. Fans commonly link the show to the song now, due to its use and lyrics (The lead characters are from Kansas as well). The song is used to recap the show on each seasons' finale. - D'altronde, con questo testo è perfetta per il dramma morale che sottosta a tutto l'insieme dello show... )




Cerco informazioni per un romanzo

Sto tentando di cominciare un romanzo (o racconto lungo? Mah, il tempo avrà la risposta) che al momento mi prende molto molto bene. Il mio problema però è che i protagonisti si occupano di ristrutturazione di edifici, e io sono costretta ad ammettere che non ne so mezza.
Ho già fatto un pò di ricerche in rete, ho trovato cose interessanti. Presto mi chiuderò anche in una qualche biblioteca e infilerò il naso in tomi di architettura, ma se dovesse mai esserci qualcuno in ascolto che ha studiato o sta studiando questo argomento (oppure, magari, ha lavorato in una ditta edile) si faccia sentire, il suo aiuto mi sarebbe davvero prezioso.
Lunghi giorni e piacevoli notti a voi, cacciatori (lo so, lo so, sarebbe Pistoleri, non cacciatori, ma passatemi la libertà ;) )

Ok, stavolta non è colpa mia

Va bene, sono scomparsa di nuovo, sembra che non faccia altro ultimamente, ma davvero in questo caso non ne ho colpa. Almeno, non del tutto.
Mi sono trasferita da quasi due mesi nella casa nuova, e sono ancora isolata dal resto del mondo per quanto riguarda il discorso telecomunicazioni. Se non fosse per il cellulare perennemente acceso, sarei introvabile. Ho fatto naturalmente richiesta della linea telefonica e dell'ADSL, ma sebbene all'inizio fosse abbastanza certa un'attivazione intorno al 18 giugno (e già due mesi senza internet mi sembravano un'eternità), adesso pare che si trattasse solo di una pia illusione, dato che non se ne parla prima di metà settembre come minimo.
In questi ormai 60 giorni appena trascorsi, ho cercato di reperire una connessione quasi tutti i giorni, almeno per cinque minuti per scaricare la posta, ma più passa il tempo e più mi secco a dover girare in macchina solo per questo. Ora le mie incursioni in rete saranno sempre meno frequenti, temo, e di certo poco ispirate. Sto seriamente pensando di procurarmi una chiavetta per la connessione mobile, ma mi scoccia non poco dovermela tenere (pagandola) poi per due anni, visto che di certo non sostituirà la connessione flat fissa.
Niente, tutto questo per dire che ancora una volta mi scuso per aver abbandonato queste pagine, stavolta non era nelle mie intenzioni. Spero di risolvere presto.

Ho comprato casa!!!

No, non sono impazzita, lo so che già ci abito da più di un mese nella casa che ho comprato due anni fa, e non è che mi è preso lo schizzo e ne ho comprato una nuova oggi.
Ma da oggi è ufficiale: siamo andati dal Notaio a rogitare (che sembra un cosa brutta) e adesso la casina è tutta nostra (vabbè, e della banca...)
Stasera per festeggiare si va al cinema, e intanto io festeggio con il video di un (brutto) cretino XD
(uhm... ok, non ne ho trovato nemmeno uno che si potesse incorporare al livespace, quindi piazzo il link Eye of the Tiger )

Disappear

E' un bel pò che non scrivo qualche riga su questo blog. La causa principale va ricercata, suppongo, nel fatto che questa pagina era nata principalmente per dare libero sfogo alle mie fantasie creative, ma in effetti da diversi mesi a questa parte sono entrata in quella che mi piace definire una fase di Stand-By (o letargo mentale), e quindi o iniziavo a scrivere pure qui varie cose inutili sulle mie giornate, oppure sparivo fino ad una qualche ripresa delle mie attività cerebrali. Ho scelto la seconda, come si è visto.
Ora la fase letargica si sta per concludere, finalmente, e spero a breve di poter tornare a dedicarmi ai miei mondi di carta, ai miei personaggi e alle loro trame, perchè questa vacanza semi-forzata mi sta annoiando a morte.
C'è da dire però che nonostante abbia deciso coscientemente di non pensare alla scrittura, in questo periodo, alcune idee si sono fatte strada comunque nella landa oscura della mia mente, e mi sa pure che non sono niente male. Vedremo, vedremo...
Intanto, lunghi giorni e piacevoli notti a tutti.

Chiedo scusa, ma...

Ho cancellato i post degli ultimi giorni, perchè non c'entravano nulla con lo scopo per cui è stato creato questo blog. Darò loro giusta locazione. Chiedo scusa a chi mi aveva lasciato un commento.

Vi racconto una favola...

C’era una volta una bambina. Aveva le guance rosa e la pelle chiara. Aveva soffici boccoli biondi e limpidi occhi azzurri, ma non poteva parlare. Era la bambolina di porcellana della sua mamma.
Un triste giorno di novembre, la mamma morì, e la bambina di porcellana rimase sola con i due fratelli e il papà. Il padre voleva molto bene ai suoi figli, ma sentiva tanto la mancanza della moglie, una donna dolce, bella e generosa come mai se n’erano viste in quelle lande e mai più se ne sarebbero viste di nuovo nei tempi a venire. Il padre cercò allora conforto nella compagnia di altre donne, ma era tutto inutile, nessuna somigliava al suo dolce angelo, quindi finì per accettare solo la consolazione della bottiglia, perché solo nei sogni che essa offriva egli riusciva ad essere felice di nuovo.
Con la mamma in paradiso e il papà nelle locande, la bambina di porcellana aveva solo i fratelli che si curavano di lei. Ma quello che né la mamma né il papà avevano mai saputo, era che i due fratelli detestavano la piccola bambola bambina. Fin da quando era nata, l’avevano torturata con scherzi crudeli, strappandole i bei capelli biondi, pizzicandole la candida pelle, distruggendole i giochi che la mamma le regalava. La piccola indifesa soffriva e piangeva, ma non sapeva ancora scrivere e non aveva la voce, per cui i fratelli sapevano di potersi divertire con lei quanto volevano.
Ora la bella bambolina era il loro gioco preferito, nel silenzio della casa vuota. Nessuno si curava più di loro, o di quanto dolore riuscissero a procurarle. Nessuno accorreva alle urla di una bambina senza voce.
Gli unici momenti in cui la bimba non veniva tormentata, erano durante le brevi visite della giovane donna bruna che portava loro latte, pane e qualche pezzo di formaggio. La donna era stata amica della mamma, e sapeva che la triste famiglia stava attraversando un momento di bisogno. Avrebbe desiderato portare i bambini a casa con sé, ma aveva già una sua famiglia e non poteva provvedere a tutti quanti. La sua casa era molto lontana, serviva molto tempo per attraversare la valle ed arrivare dai tre bambini, ma la donna aveva voluto molto bene alla loro mamma, e cercava di andare ogni volta che poteva, anche se l’inverno avanzava e le strade erano faticose da percorrere.
Una di queste visite stava appunto volgendo al termine, quando la bambola bambina si trovò sola nella sua camera. I suoi fratelli stavano accompagnando la donna bruna fino alla bottega all’inizio del paese. La bimba sentiva tanto male per quello che le avevano fatto i due fratelli, non riusciva a camminare con loro. Avrebbe voluto farlo capire alla donna bruna, che era tanto gentile con lei, ma i suoi fratelli non le lasciavano sole nemmeno per un momento, così mosse le mani per indicare che aveva molto sonno e voleva dormire. La donna l’aveva messa nel lettino e le aveva rimboccato le coperte prima di uscire con i due bambini.
La bimba pianse quando loro uscirono. Le mancava la sua mamma, le mancava il suo papà. Era stanca del dolore. Abbracciò la sua bambola di porcellana, quella che le somigliava tanto, quella che la mamma le aveva portato dalla città qualche giorno prima di andare in Paradiso.
Desiderò di essere una bambola, desiderò di non sentire più nulla.
C’era una volta una bambina che aveva dimenticato il lieto fine delle favole, perché la vita era troppo dura, e per salvarsi nascose la sua anima in una bambola, diventando a sua volta un vuoto involucro color porcellana.
Ma la magia non servì. I fratelli tornarono e la trovarono immobile e delicata come la bambola bionda seduta accanto a lei. Pensarono si stesse prendendo gioco di loro, e cercarono di farla smettere tirandole i capelli e pizzicandola. Quella che era stata la loro sorellina rimase immobile, con gli occhi azzurri fissi su di loro e un lieve sorriso sulle labbra rosa. I fratelli si infuriarono. I pizzicotti divennero più forti, e i capelli iniziarono a venire strappati a ciocche intere. Ma la bambina di porcellana non sembrava sentire il dolore.
Il fratello più grande prese la verga e iniziò a colpirla con quella. Lunghe strisciate di sangue macchiarono la pelle candida della bambina, ma il sorriso rimase intatto sulle sue labbra.
I due fratelli ebbero paura, i suoi occhi sembravano accusarli e il sorriso pareva deriderli. Ma loro erano più grandi, non potevano farsi spaventare dalla bimba. Dovevano solo farla smettere di sorridere. Dovevano coprirle gli occhi. I fratelli presero la coperta dal lettino e la schiacciarono sul viso dai tratti delicati. Premettero e non smisero che dopo molto tempo. Non si accorsero che il piccolo petto della bambina aveva ormai cessato di alzarsi ed abbassarsi.
Quando ormai le braccia furono stanche di schiacciare la coperta sul viso della sorellina, sollevarono la coltre.
Urlarono quando videro cosa avevano fatto. La bambina non era più color porcellana. Era grigia come una bambola dimenticata in soffitta per cento anni. Profonde crepe le percorrevano le guance non più rosee, e le labbra erano spaccate in più punti. Una palpebra era abbassata, ma l’altro occhio era spalancato, il limpido azzurro sbiadito in un bianco giallastro e malato.
Il più giovane scoppiò in un pianto impazzito, mentre il maggiore non riusciva ad allontanarsi da quel corpo immobile.
Non videro la bambola muovere gli sferici occhi azzurri su di loro. Non la videro aprire piano le labbra, in un ghigno di denti aguzzi e famelici. Non badarono alle piccole mani di porcellana, che si sollevarono mentre le unghiette si allungavano fino a divenire lunghi artigli arcuati.
Solo quando la bambola rise, si accorsero di lei.
Quello che avvenne dopo non è dato saperlo, ma dei due fratelli nessuno ebbe più notizie. Quando la donna bruna tornò nella casa della sua amica del cuore, trovò la bambina morta nel suo lettino, ancora con le coperte rimboccate come le aveva lasciate nella sua ultima visita. Era così serena e in pace da sembrare una bambolina di porcellana, raccontò la donna alla sua famiglia quando tornò nella sua valle. E aggiunse che si era commossa quando aveva visto che la bimba teneva accanto a sé tre bambole con le fattezze dei due fratelli maggiori e di sé stessa. Dovevano essere molto legati, disse la donna bruna asciugandosi una lacrima, prima di tornare ad occuparsi della cena.