Joyland di Stephen King




Carino, veloce, molto estivo. Quando ho letto che l'ambientazione era in un parco dei divertimenti, avevo sperato in qualcosa di più horror, invece è un romanzo molto soft, quasi nostalgico, più incentrato sui sentimenti che sul l'azione vera e propria. Mi è piaciuta molto la "parlata", anche se sicuramente risentirà della traduzione (come altre battute di cui, in italiano, viene perso completamente il senso...), e sarebbe interessante leggerla in originale.
Ho letto tutto quello che ha scritto King, sono sua grandissima fan da ormai più di 20 anni (23, per l'esattezza), e non posso dire che sia uno dei suoi libri migliori, non ci va nemmeno vicino, ma di sicuro è uno di quelli più "freschi". 

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La Valle delle Bambole, di Jaqueline Susann


"Se devi fare qualcosa, falla al cento per cento. Mai fare le cose a mezzo."


Mentre mi approssimavo alla fine del libro, ho iniziato a pensare a come l'avrei recensito. Perchè mi sono resa conto, quando ormai mi mancavano circa un centinaio di pagine alla conclusione, che questa storia non mi stava lasciando praticamente nulla se non qualche fredda considerazione su cosa si nasconde dietro il mondo patinato della celebrità. 

Durante la lettura, mi sono sopresa a guardare le attrici per tv e domandarmi

I Sublimi Segreti delle Ya-Ya Sisters, di Rebecca Wells




 "Se Dio si nasconde nei dettagli, forse anche noi facciamo altrettanto."



Su Anobii (QUI la mia libreria) ho dato 4 stelle al libro della Wells, ma non con troppa convinzione. Diciamo che ho dato 4 stelle alla storia, non al libro.
Le Ya-Ya, e Vivi Abbott in particolare, sono la parte bella del libro, i ricordi del passato. Il presente, Sidda e i suoi rimuginamenti invece sono la parte lagnosa del romanzo, la parte eccessivamente lunga, melensa, pesante, piena di descrizioni sentimentali del paesaggio, invocazioni alla Madonna, pensieri che dovrebbero essere poetici ma sono solo noiosi. Fosse dipeso da me, avrei asciugato questo romanzo di un centinaio di pagine, ma può essere che il mio giudizio sia stato condizionato negativamente dal mio stato di salute

31 Canzoni, di Nick Hornby




"Un paio di volte all'anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un'altra. Ma c'è sempre, e non vedo l'ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta."

Se Hornby scrivesse un libro in cui mi racconta le sue ricette preferite, o i suoi giochi di società preferiti, o i suoi mezzi di locomozione preferiti, probabilmente lo comprerei, lo leggerei tutto d'un fiato e mi piacerebbe pure. Il suo modo di scrivere ironico, divertente, coinvolgente, mi conquista sempre tanto da farmi venire voglia di citare tre quarti del libro e di andare in giro sventolandolo come una forsennata sotto il naso dei miei amici per far loro leggere certi passaggi particolarmente arguti o spassosi. In pratica, Hornby ha la capacità di farmi venire una cotta per lui ogni

Ritorno a Peyton Place, di Grace Metalious




"Da bambina, pensavate di non essere bella. Eravate quella strana, che non si adattava a nessun gruppo e detestava tutti quelli che vi si adattavano e, senza neanche rendervene conto, avete incominciato a pensare, più o meno, lo farò vedere io a tutti, e così è stato."


Il seguito de I peccati di Peyton Place (di cui parlo in questo post) è estremamente diverso dal best seller che ha reso celebre Grace Metalious nel mondo (dopo averlo scandalizzato). È diverso sia il modo di scrivere, che il linguaggio, che il tipo di storia.
Se il primo romanzo raccontava la vita, pubblica e privata, di diversi abitanti di una piccola città, qui la Metalious si concentra su Allison MacKenzie, che verosimilmente è il suo alter ego letterario. Allison scrive un romanzo, dal titolo

I Peccati di Peyton Place di Grace Metalious



"Se ogni uomo (...) smettesse di accusare e di odiare gli altri per i propri fallimenti e per i propri errori, al mondo non esisterebbe più il male, dalla guerra alla maldicenza."


Non so cosa mi aspettassi esattamente prima di cominciare a leggere questo libro, ma di certo non pensavo di esserne letteralmente rapita fin dai primi capitoli. Da una casalinga americana nata nel 1924, non mi aspettavo di certo un tale vivido linguaggio, e descrizioni così moderne. E a quanto pare non se lo aspettavano nemmeno i suoi contemporanei, incuriositi e scandalizzati dalle scene di sesso e dai peccati di provincia così chiaramente raccontati nel romanzo della Metalious.
Il libro fece scandalo, e diventò in breve il primo vero best-seller internazionale. Mi posso facilmente immaginare le signore che lo condannavano pubblicamente ma poi lo leggevano di nascosto,

La Fonte Meravigliosa di Ayn Rand




"Io sono qui per dire che non riconosco il diritto di nessuna persona su un singolo minuto della mia vita, né su una sola particella della mia energia."


Non posso dire che il libro della Rand mi abbia lasciata indifferente. Al contrario, sebbene non condivida la sua visione politico/social/filosofica (documentandomi durante la lettura, ho scoperto che Ayn Rand è la fondatrice sell'Oggettivismo, una corrente filosofica che plaude l'individualismo e condanna il socialismo. Diciamo che si tratta di un ramo un po' "di nicchia", perché non è quasi per niente conosciuta da noi, e vabbè, ma anche in patria - acquisita, dato che la scrittrice è russa di origine, e si è trasferita negli USA da ragazzina - è molto poco studiata. Tuttavia, La Fonte Meravigliosa ha avuto un grande successo ed è considerato tra i più importanti classici moderni della letteratura americana), e sebbene non mi interessi praticamente per niente di architettura, la storia mi ha comunque coinvolta e mi sono ritrovata a scorrere abbastanza velocemente le quasi 700 pagine del romanzo liberamente ispirato alla vita di Frank Lloyd Wright, celebre architetto che tra i massimi esponenti dell'architettura cosiddetta "organica", e che tutti conoscono per aver progettato il Guggenheim

Noi Siamo Infinito



"In questo momento, siamo vivi. E, ve lo giuro, in questo momento noi siamo infinito" 

Dopo aver finito ieri il romanzo (e averlo amato moltissimo. QUI il post in proposito), ero curiosa di vedere il film, ma al contempo anche molto dubbiosa, perchè insomma non si sa mai come viene reso un libro, soprattutto un romanzo epistolare abbastanza particolare come questo.

Ma poi tra i titoli di testa ho visto che Stephen Chbosky, l'autore del romanzo, è anche sceneggiatore, regista e produttore del film, per cui mi sono messa tranquilla a godermelo.

Certo ci sono delle differenze rispetto al libro (intanto, che la compilation Charlie la registra per Patrick nel romanzo, non per Sam. Inoltre, viene dato molto spazio alla musica, ma quasi nulla ai romanzi, che invece sono importanti nel libro), molte semplificazioni, e anche appena appena una concentrazione maggiore sull'aspetto romantico della vicenda. Tutto questo, ovviamente, lo si può notare solo se appunto si vede il film quando il libro è ancora fresco in mente, perchè altrimenti la sensazione generale è che il film è abbastanza fedele, e rende piuttosto bene la storia di Charlie e dei suoi amici.

Devo dire che i tre protagonisti mi sono piaciuti molto, e sono contenta di vedere che Emily Watson

Ragazzo da Parete, di Stephen Chbosky




"Tu sei strano, lo sai? Lo sei sempre stato. Lo dicono tutti, fin da quando eri piccolo."
"Sto cercando di non esserlo."
 

Bello, bello, bello.

L'idea originale era di farmi almeno un giorno di stacco, dopo aver finito David Copperfield, prima di mettermi a leggere un altro romanzo, che avevo già deciso essere il libro di Chbosky, perché la trama mi incuriosiva molto (e anche il titolo, sebbene in italiano non renda: perchè almeno non l'hanno intitolato Ragazzo Tappezzeria?).
Volevo quindi prendermi una pausa tra un libro e l'altro, ma poi ieri mattina avevo il Kindle in mano, e ho deciso di leggere le prime righe per farmi un'idea. È andata a finire che l'ho divorato, e adesso che l'ho finito mi dispiace, perché Charlie, il protagonista di questo romanzo epistolare, mi mancherà.
Charlie mi è risultato immediatamente simpatico per due motivi: l'età e i gusti letterari.